Coronavirus: Regno Unito e Germania superano i 1.000 morti in un giorno

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 20:36 in Germania UK

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Il Regno Unito ha registrato più di 1.000 morti giornaliere, dovute all’infezione da Covid-19. Si tratta del numero più alto dal 21 aprile, quando erano stati segnalati 1.224 decessi. All’epoca, tuttavia, la cifra non era stata pubblicata perché le stime del governo britannico coprivano solo le morti avvenute in ospedale. 

Nella giornata di giovedì 7 gennaio, il Regno Unito ha registrato 1.162 vittime di coronavirus e altri 52.618 casi. Il primo ministro, Boris Johnson, ha promesso ai suoi cittadini che userà “ogni secondo disponibile” per proteggere i più anziani e vulnerabili dal virus che imperversa nel Paese. Tuttavia, la Gran Bretagna è attualmente tra le più colpite dal Covid-19, con il più alto numero di vittime in Europa. Più di 75.000 persone sono morte nel Regno Unito a causa del coronavirus, dall’inizio della pandemia, e di settimana in settimana i casi sono in aumento del 34%.

Il numero di pazienti affetti da coronavirus negli ospedali inglesi ha raggiunto ieri, mercoledì 6 gennaio, le 27.727 persone. La cifra più recente e più alta è stata quella di martedì, quando c’erano 30.370 pazienti Covid nelle strutture ospedaliere del Regno Unito. 

Le cifre sono un duro segnale della gravità della crisi in un momento in cui l’Inghilterra e la Scozia hanno avviato nuovi blocchi questa settimana, ordinando ai cittadini di rimanere a casa. Il 5 gennaio, è stato avviato in tutto il Paese il terzo lockdown nazionale, una misura che prevede scuole e negozi chiusi, così come pub, ristoranti e locali. “Quando l’Ufficio per le statistiche nazionali riporta che più del 2% della popolazione è ora infetta e quando il numero di pazienti negli ospedali britannici è del 40% superiore al primo picco di aprile, è inevitabile che i fatti stiano cambiando e che dobbiamo cambiare la nostra risposta”, ha affermato Johnson. Il blocco, secondo le disposizioni del governo, resterà in vigore fino a metà febbraio. A quel punto, l’esecutivo inglese spera di aver somministrato una dose di vaccino anti-coronavirus ad almeno 13 milioni di persone considerate più a rischio, inclusi tutti quelli di età superiore ai 70 anni. Il progresso nella somministrazione del vaccino, secondo Johnson, potrebbe potenzialmente consentire un certo allentamento delle restrizioni.

Nel frattempo, il governo britannico continua a lottare con la nuova variante, più contagiosa, del virus. Il capo del Servizio Sanitario Nazionale inglese, Simon Stevens, ha affermato che gli ospedali del Paese stanno curando ora un maggior numero di pazienti Covid rispetto al picco della prima ondata e la cifra starebbe “accelerando molto, molto rapidamente”. Le regioni con il peggior confronto tra la prima e la seconda ondata sono l’Est dell’Inghilterra (126% in più) e il Sud-Est (109%). Anche il Nord-Ovest è molto vicino al suo picco primaverile: mercoledì 6 gennaio, nella regione, sono state curate 2.996 persone rispetto alle 3.065 del 13 aprile. 

Anche in Germania, il numero di morti ha superato oggi, giovedì 7 gennaio, le 1.000 persone. Il Robert Koch Institut ha segnalato 26.391 nuovi contagi e 1.070 nuovi decessi in 24 ore. Il record di vittime era stato registrato il 30 dicembre, con 1.129 morti. Lo stesso giorno della Gran Bretagna, il 5 gennaio, anche la Germania ha stabilito il prolungamento del lockdown duro, fino alla fine del mese.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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