Corea del Nord: Kim torna alle armi nonostante la sconfitta economica

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 13:33 in Corea del Nord USA e Canada

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Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, durante la seconda giornata del congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), ha promesso di rafforzare le capacità militari Nord-coreane, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Pyongyang, citata da South China Morning Post, il 7 gennaio.

Nello specifico, Kim ha promesso di innalzare ad un livello molto più alto di quello attuale le capacità di difesa dello Stato e di delineare gli obiettivi da completare per raggiungere tale scopo. Nel suo intervento, però, non è stato fatto riferimento esplicito alle armi nucleari, di cui Pyongyang ha più volte affermato di aver bisogno per contrastare una possibile invasione statunitense. Secondo più osservatori, alla fine del congresso del WPK potrebbe essere organizzata una parata con “elementi militari”.

Il giorno prima rispetto alle sue ultime dichiarazioni in materia di armamenti, Kim aveva affermato che il piano economico quinquennale del 2016 non fosse riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati in quasi la totalità dei settori previsti e aveva dichiarato di aver appreso “dolorose lezioni dall’esperienza”. Kim aveva quindi aggiunto che, per tali ragioni, fosse necessario che la Corea del Nord diventasse maggiormente auto-sufficiente.

Il congresso del WPK ha attirato l’attenzione internazionale sia perché è un evento raro, sia perché è previsto che a conclusione del congresso sarà rilasciato il prossimo piano quinquennale per l’economia della Corea del Nord insieme ad un messaggio di Kim all’audience nazionale e internazionale, avendo saltato il consueto messaggio di inizio anno, durante il quale delineerà la direzione che sarà perseguita dal Paese in campo diplomatico, militare ed economico. Secondo più osservatori, Kim utilizzerà tale occasione per rivolgere un messaggio all’amministrazione statunitense di Joe Biden che entrerà in carica il prossimo 20 gennaio.

Tra le ultime mosse di Kim in materia di armamenti, il 10 ottobre scorso, in occasione del 75esimo anniversario dalla fondazione del Partito dei Lavoratori di Corea, per la prima volta dall’inizio dei negoziati per la denuclearizzazione Nord-coreana intrattenuti con gli USA, Pyongyang era tornata a mettere in mostra i propri missili balistici, presentando quello che potrebbe essere il più grande missile balistico intercontinentale al mondo e potrebbe essere progettato per trasportare più testate multiple indipendenti.

Nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord alla presenza dei capi di stato statunitense, Donald Trump, e nordcoreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si sono fermati dallo scorso 21 gennaio, quando il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, ha dichiarato che negli ultimi due anni il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare in contro alle richieste degli USA, i quali, di risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

Pyongyang è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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