Assalto al Congresso USA: per Israele un attacco al “baluardo della democrazia”

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 11:51 in Israele USA e Canada

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A seguito dell’assalto che, il 6 gennaio, ha colpito la sede del Congresso statunitense, Israele ha espresso una severa condanna.

In particolare, il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, ha affermato, sul proprio account Twitter, di essere rimasto sconvolto da quanto accaduto a Washington nella sera del 6 gennaio, e ha condannato l’assalto alla sede del Congresso, definendo quest’ultimo un “baluardo della democrazia” a livello internazionale. Il riferimento va a agli scontri che si sono verificati al Campidoglio, a Washington, che hanno visto protagonisti i sostenitori del presidente statunitense uscente, Donald Trump, i quali si sono opposti alla certificazione di Joe Biden come prossimo capo di Stato.

A detta di Ashkenazi, sin dalla loro indipendenza, gli Stati Uniti, definiti “grandi e sinceri alleati” di Israele, hanno rappresentato un “faro della democrazia”, oltre ad essere sostenitori e difensori di valori quali libertà, giustizia e indipendenza. Motivo per cui, il ministro israeliano si è detto fiducioso sul fatto che il popolo statunitense e i suoi rappresentanti eletti sapranno “come frenare l’attacco” e continueranno a difendere i valori che caratterizzano il Paese.

Simili dichiarazioni sono giunte anche da un leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, uno dei primi israeliani a commentare l’episodio del 6 gennaio, il quale si è detto scioccato e profondamente rammaricato per la violenza che ha colpito la sede del Congresso statunitense. “Il mio pensiero va a tutti i miei amici a Washington”, ha dichiarato Lapid sul proprio account Twitter, aggiungendo: “Speriamo che l’ordine possa essere ristabilito e la transizione di potere completata. L’America deve ritornare ad essere un modello di riferimento per le democrazie di tutto il mondo”.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, considerato uno degli alleati più vicini al capo della Casa Bianca uscente, è stato una delle ultime personalità israeliane a rilasciare commenti. Nello specifico, il 7 gennaio, il primo ministro ha definito l’assalto alla sede del Congresso una “furia” e un’azione “vergognosa” che deve essere condannata con forza. Tuttavia, anche per Netanyahu non vi sono dubbi che la democrazia statunitense continuerà a prevalere, così come accaduto sino ad ora.

Prima dei commenti di Netanyahu sono giunti quelli del suo rivale, il ministro della Difesa, Benny Gantz, il quale ha affermato che le immagini trasmesse da Washington hanno colpito “il cuore di chiunque creda nella democrazia”. “Non avrei mai pensato di vedere certe immagini da una delle democrazie più forti”, sono state le parole di Gantz, il quale ha affermato che quanto accaduto dimostra che, prima di confrontarsi a livello politico, è necessario stabilire le “regole del gioco”, ovvero il mantenimento dello stato di diritto, il rispetto per il processo democratico e un dialogo “rispettoso”. “Spero che si possa porre fine presto a questo evento orribile, senza nessuna vittima”, ha aggiunto il ministro della Difesa.

Parallelamente, il capo del Partito Repubblicano in Israele, Mark Zell, ha affermato di provare vergogna e che le immagini provenienti dal Campidoglio non rappresentano i valori del Partito Repubblicano e non hanno nulla a che fare con esso. Tuttavia, Zell ha riferito che continuerà a difendere Trump, credendo anch’egli che le elezioni del 3 novembre siano state “rubate”, ma quanto accaduto il 6 gennaio non ha legami con le azioni del presidente uscente. 

Nel frattempo, il bilancio delle vittime provocate dall’assalto del 6 gennaio è salito a 4 morti e 13 feriti, tra cui vi è anche una donna colpita da colpi d’arma da fuoco sparati da un agente del Campidoglio, mentre altre 3 persone sono decedute per complicazioni mediche dovute agli scontri. Al contempo, il Congresso ha certificato che Joe Biden sarà il prossimo presidente e Kamala Harris la nuova vicepresidente degli USA. A seguito di un riconteggio, imposto dalla Costituzione statunitense, Biden ha vinto con 306 grandi elettori contro i 232 di Trump.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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