Armenia: il presidente Sarkissian positivo al coronavirus

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 8:06 in Armenia Europa

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Il presidente Armen Sarkissian è risultato positivo al coronavirus, ha reso noto il suo ufficio martedì 5 gennaio.

Una dichiarazione rilasciata dall’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica di Armenia afferma che Sarkissian, 67 anni, ha effettuato il test dopo aver mostrato i sintomi del COVID-19 in seguito a un intervento chirurgico al piede a cui si era sottoposto domenica 3 gennaio a Londra.

“Il presidente Armen Sarkissian ha celebrato il capodanno a Londra con la sua famiglia e i nipoti. Il 3 gennaio, Sarkissian è stato sottoposto con successo a un intervento chirurgico al piede a Londra. Tuttavia, il presidente ha anche sviluppato i sintomi di un nuovo tipo di coronavirus. Il test che ha superato ha dato un risultato positivo. Il presidente Sarkissian è in isolamento e temporaneamente continuerà le sue attività a distanza”, ha spiegato la Presidenza della Repubblica nella dichiarazione. Non è stato comunicato se il capo dello stato rimarrà in ospedale.

Londra sta registrando un forte aumento dei casi di COVID-19 poiché un nuovo ceppo più contagioso, noto come “variante inglese” si diffonde da qualche settimana nella capitale e nelle regioni meridionali dell’Inghilterra.

Armen Sarkissian, prima di essere eletto presidente della repubblica nel 2018, ha ricoperto la carica di ambasciatore armeno nel Regno Unito per diversi anni. Parte della sua famiglia vive ancora lì.

Il 4 gennaio il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato un altro lockdown per l’Inghilterra per contenere la diffusione del virus.

Sarkissian si unisce a una lunga lista di leader e funzionari mondiali che hanno contratto il coronavirus dallo scoppio della pandemia, tra cui lo stesso Johnson, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente francese Emmanuel Macron.

Lo scorso anno il primo ministro armeno Nikol Pashinyan è risultato positivo al coronavirus, assieme alla moglie.

L’Armenia è stata duramente colpita dalla pandemia di coronavirus, con oltre 160.000 casi e almeno 2.878 morti ufficialmente confermate ad oggi nel Paese che conta poco più di 3 milioni di abitanti. In totale oltre il 5% degli armeni avrebbe contratto la malattia dallo scorso marzo a oggi. Si ritiene, tuttavia, che il numero reale di casi sia molto più alto, per le difficoltà di tracciamento registrate durante il conflitto con l’Azerbaigian, tra il 27 settembre e il 9 novembre dello scorso anno.

Le autorità armene hanno in gran parte smesso di applicare le norme di sicurezza e igiene, volte a contenere la pandemia, dopo lo scoppio della guerra in Nagorno-Karabakh il 27 settembre scorso. Di conseguenza, il numero giornaliero di nuove infezioni da COVID-19 da loro segnalate è cresciuto rapidamente a partire da ottobre, sebbene sia ora in costante calo da metà novembre.

Secondo il Ministero della Salute, martedì mattina ci sono stati 11.215 casi di coronavirus attivi in Armenia, in calo della metà rispetto ai 22.850 casi segnalati il 1° dicembre.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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