Rep. Dem. del Congo: continuano le violenze dei ribelli, muoiono 22 civili

Pubblicato il 6 gennaio 2021 alle 18:30 in Africa Rep. Dem. del Congo

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L’amministratore del territorio di Beni, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, Donat Kibwana, ha reso noto, il 6 gennaio, che i ribelli delle Allied Democratic Forces (ADF) hanno condotto un attacco nel villaggio di Mwenda, nella provincia di Kivu Nord, nel quale sono morti almeno 22 civili, il precedente 4 gennaio.

Secondo quanto riferito da Kibwana, i ribelli delle ADF avrebbero attaccato il villaggio di Mwenda intorno alle 19:00, ora locale, del 4 gennaio, uccidendo 22 civili con macheti, tuttavia, tale cifra potrebbe ancora crescere trattandosi di un conteggio provvisorio. In base alle dichiarazioni di altri leader locali, poi, le ADF avrebbero altresì distrutto gli insediamenti locali e preso in ostaggio decine di abitanti del villaggio per trasportare i beni rubati anche in altre località. Per le autorità locali, l’Esercito sarebbe intervenuto troppo tardi per respingere i ribelli.

In seguito all’ultimo episodio di violenza nel territorio di Beni, un leader locale, Fulbert Kasairo, ha dichiarato: “La nostra regione è un barile di polvere da sparo, un cimitero. Viviamo in una casa che sta morendo mentre le autorità non sono interessate”. Altri hanno poi affermato che le ripetute stragi stanno causando spostamenti di massa della popolazione verso aree più sicure e, in particolare, verso la città di Beni.

Prima delle vicende del 4 gennaio, il 31 dicembre scorso, altre 25 persone erano state uccise in un attacco perpetrato, secondo le autorità, da parte dei ribelli delle ADF contro un gruppo di coltivatori che si era recato nei campi del villaggio di Tingwe, nel territorio di Beni. Anche in tal caso, vi sarebbero stati rapimenti e le vittime sarebbero state decapitate. Lo scorso 4 gennaio, invece, le autorità avevano scoperto altri 21 corpi in via di decomposizione nelle località di Loselose e Loulo dopo il passaggio delle ADF, anch’esse nel territorio di Beni.

Di recente, i cittadini dell’area abitata di Beni e dei villaggi circostanti hanno lamentato un aumento degli attacchi perpetrati dalle ADF e hanno chiesto maggiore sicurezza. Il gruppo è formato da ribelli armati ugandesi ed è attivo dagli anni ‘90 nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove è stato stimato siano presenti circa 100 organizzazioni ribelli. Le AFD nello specifico raccoglierebbero fondi grazie al traffico di legname e più funzionari della Repubblica Democratica del Congo sospettano che alcuni membri dell’Esercito siano loro complici in occasione di alcuni raid.

Nel 2019, l’Esercito della Repubblica Democratica del Congo ha lanciato una campagna militare contro i ribelli e i combattenti attivi nel Paese che sono stati dislocati e che hanno cercato rifugio nel Congo orientale. In risposta all’offensiva militare del governo, i militanti hanno aumentato gli attacchi perpetrati e hanno ucciso oltre 1.000 persone tra il 2019 e il 2020, secondo dati delle Nazioni Unite. Lo scorso luglio, proprio l’Onu ha affermato che gli attacchi delle AFD potrebbero rappresentare delitti contro l’umanità e crimini di guerra.

Nonostante le ADF non abbiano mai rivendicato formalmente gli attacchi, dal mese di aprile del 2019, lo Stato Islamico ha affermato che più attentati avvenuti nel Paese fossero stati perpetrati in suo nome dalle ADF. Tuttavia, il legame tra le due organizzazioni non è ancora chiaro in quanto più ricercatori e analisti hanno affermato che manchino prove concrete che colleghino i due gruppi. 

In generale, dall’inizio del 2020, le violenze perpetrate dagli oltre 100 gruppi armati presenti nell’Est della Repubblica Democratica del Congo ha costretto oltre mezzo milione di persone residenti nell’area a scappare e ad abbandonare le proprie abitazioni, creando un’ondata di profughi in costante crescita. Unitamente ai gruppi armati, poi, sempre secondo le Nazioni Unite, anche le forze governative sono state accusate di aver commesso gravi violazioni, tra cui omicidi e violenze sessuali.

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Camilla Canestri

di Redazione

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