Israele e Grecia verso la firma di un accordo ventennale sulla difesa

Pubblicato il 6 gennaio 2021 alle 13:54 in Grecia Israele

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Il Ministero della Difesa israeliano ha annunciato che firmerà un accordo di sicurezza con la Grecia, dal valore 1,68 miliardi di dollari, valido per 20 anni. Secondo il comunicato, rilasciato martedì 5 gennaio, il governo greco avrebbe appena approvato i termini del patto. Tuttavia, non è stata ancora stabilita la data della firma dell’accordo, che coinvolgerà rappresentanti di entrambi i Ministeri della Difesa e della Elbit Systems, la società internazionale di elettronica per la Difesa, con sede in Israele.

Secondo quanto riferito dal quotidiano al-Monitor, l’accordo include l’acquisto, da parte della Grecia, di 10 aeromobili M-346, la manutenzione degli aeromobili T-6 e la fornitura di simulatori, mezzi di addestramento e di supporto logistico, tutti parte di una scuola di volo per l’Aeronautica ellenica che sarà gestita da Elbit Systems. La scuola sarà modellata sull’accademia di volo dell’aeronautica militare israeliana.

La società internazionale di elettronica per la Difesa, commentando la notizia, ha twittato: “Come parte di un accordo tra il Ministero della Difesa israeliano e il Ministero della Difesa greco, siamo stati selezionati per il Programma di addestramento al volo da 1,68 miliardi di dollari dell’Aeronautica Militare ellenica”. Il generale, Yair Kulas, capo della Direzione per la cooperazione internazionale per la difesa del Ministero israeliano, si è congratulato con entrambi i Paesi per la conclusione dell’accordo e ha dichiarato: “L’approvazione di questo patto da parte del governo greco è un passo storico per approfondire ulteriormente le eccellenti relazioni di difesa tra i nostri due Paesi. Questo non è solo un accordo di esportazione della Difesa, ma piuttosto una partnership che durerà per almeno altri 20 anni. Vorrei ringraziare il Ministero della Difesa Nazionale greco per la sua fiducia e per aver assegnato questo importante compito al Ministero della Difesa israeliano e alla nostra eccellente industria della Difesa”.

Il ministro israeliano della Difesa, Benny Gantz, ha affermato, dal canto suo: “Questo accordo riflette le relazioni eccellenti e in via di sviluppo che abbiamo con la Grecia. È un partenariato a lungo termine che servirà gli interessi di Israele e della Grecia, creerà centinaia di posti di lavoro in entrambi i Paesi e promuoverà la stabilità nel Mediterraneo”. Gantz ha sottolineato di essersi confrontato per telefono con la sua controparte greca, Nikolaos Panagiotopoulos, dopo l’approvazione dell’accordo, lodando il rafforzamento dei legami tra Atene e Tel Aviv nel settore della Difesa. “Sono lieto di aggiornarvi che, in seguito alla mia precedente intesa con la controparte greca, sarà presto lanciato un accordo bilaterale di cooperazione in materia di sicurezza tra i nostri due Paesi, inclusi 1,68 miliardi di dollari per l’istituzione e il funzionamento di una struttura di addestramento per l’aviazione militare greca per i prossimi 20 anni”, ha scritto più tardi Gantz su Twitter.

Il ministro israeliano ha incontrato l’ultima volta l’omologo Panagiotopoulos il 12 novembre, quando entrambi i ministri si erano recati a Nicosia per discussioni strategiche trilaterali su questioni di sicurezza insieme alla loro controparte cipriota. Gantz, il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, e il primo ministro, Benjamin Netanyahu, hanno tutti investito notevoli sforzi diplomatici negli ultimi due anni per approfondire i legami bilaterali con la Grecia e l’alleanza strategica con Atene e Nicosia.

I leader di Grecia, Israele e Cipro stanno lavorando insieme alla costruzione del nuovo gasdotto sottomarino EastMed, che trasporterà gas naturale dalle riserve presenti nel Mediterraneo sudorientale all’Europa continentale. EastMed si estenderà per 1900 chilometri circa e, secondo quanto sottolineato dai tre Paesi, si pone quale alternativa per l’Europa, attualmente dipendente dalla Russia e dalla regione caucasica per quanto riguarda l’offerta di gas. Secondo il progetto presentato, il gasdotto partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, per poi dirigersi verso Cipro, Creta e terminare in Grecia. Successivamente, dalla Grecia il gas giungerà in Italia attraverso un ulteriore gasdotto. Il progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea.

L’EastMed ha portato con sé tensioni a livello politico tra Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. Tali tensioni risultano collegate alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione dallo scorso maggio.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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