Corea del Nord: Kim ammette la sconfitta economica

Pubblicato il 6 gennaio 2021 alle 15:50 in Asia Corea del Nord

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Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha aperto il congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), il 5 gennaio, affermando che il piano economico quinquennale del 2016 non è riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati in quasi la totalità dei settori previsti e ha dichiarato di aver appreso “dolorose lezioni dall’esperienza”.

Durante il discorso d’apertura dell’evento, Kim ha affermato che il proprio Paese ha raggiunto “una vittoria miracolosa” nell’accrescere il proprio potere e il proprio prestigio a livello internazionale, facendo riferimento ai risultati conseguiti sul piano militare e non solo. L’apice di tale percorso è stato rappresentato da un lato, dall’esecuzione con successo, nel 2017, di test di missili balistici intercontinentali, in grado di raggiungere gli Stati Uniti, dall’altro da una serie di incontri con il presidente statunitense, Donald Trump, nello stesso anno.

Nonostante tali progressi, Kim ha però affermato che la strategia quinquennale per l’economia proposta nel 2016 non è riuscita a produrre i frutti sperati e a raggiungere gli obiettivi prefissati in pressoché tutti i settori. Kim ha quindi aggiunto che, per tali ragioni, sia necessario che la Corea del Nord diventi maggiormente auto-sufficiente e non ha accennato ad alcun cambiamento di direzione o ad un avvicinamento all’Occidente. Dal 2016, Kim ha cercato di accelerare la crescita economica e potenziare la fornitura elettrica nel Paese ma, secondo alcune agenzie dell’Onu, in Corea del Nord, si sarebbero protratte carenze alimentari ed energetiche croniche. Tale quadro sarebbe poi stato esacerbato dalle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite su Pyongyang, dall’arrivo di gravi alluvioni e dalla diffusione della pandemia di coronavirus.

Per quanto riguarda l’epidemia, Kim ha elogiato i lavoratori del proprio partito per aver garantito una “situazione stabile” contro il coronavirus “dall’inizio alla fine”, superando le difficoltà poste da una crisi sanitaria inedita, protratta e globale.

Al congresso odierno del WPK, il primo dal 2016 e il terzo dal 1980, stanno partecipando 250 dirigenti del WPK, 4.750 delegati e 2.000 spettatori. Kim è stato accompagnato dai suoi principali consiglieri, compresi la sorella Kim Yo Jong, il presidente del Presidio della Suprema Assemblea Popolare, Choe Ryong Hae, e il premier, Kim Tok Hun. In base alla lista dei partecipanti pubblicata dall’agenzia di stampa Nord-coreana KCNA citata da Reuters, 29 tra i 39 leader sul podio del congresso sono stati sostituiti rispetto al 2016, in seguito ad un rimpasto operato da Kim rimuovendo gran parte dell’élite legata al padre, indebolendo l’Esercito e promuovendo l’avanzata di persone a lui leali, quali la sorella.

 L’incontro del 6 gennaio ha attirato l’attenzione internazionale sia perché è un evento raro, sia perché è previsto che a conclusione del congresso sarà rilasciato il prossimo piano quinquennale per l’economia della Corea del Nord. Secondo KCNA, Kim proporrà anche politiche strategiche e tattiche per promuovere la riunificazione e le relazioni con l’estero. Più analisti, hanno affermato che sia probabile che, finito il congresso, Kim rilascerà un messaggio all’audience nazionale e internazionale, avendo saltato il consueto messaggio di inizio anno, durante il quale delinea la direzione che sarà perseguita dal Paese in campo diplomatico, militare ed economico.

Ad oggi, il fatto che Kim non abbia fatto riferimento diretto né agli Stati Uniti, né alle armi nucleari ha fatto supporre alcuni esperti, citati dal Washington Post, che il leader Nord-coreano stia lasciano “la porta aperta” per un possibile confronto con il presidente eletto degli USA, Joe Biden, il quale entrerà in carica il prossimo 20 gennaio. Secondo altri, però, Kim potrebbe invece accogliere l’amministrazione Biden con un test missilistico per attirare l’attenzione e scalare l’agenda delle priorità diplomatiche statunitensi.

Secondo un ricercatore del Korea Research Institute for National Strategy di Seoul, Shin Beom-chul, l’annuncio del fallimento economico sarebbe una strategia di Kim che ammettendolo potrà incolpare di ciò il coronavirus e consolidare la sua immagine di leader “che ama il suo popolo”. Dalla sua ascesa al potere nel 2011, Kim ha più volte ammesso i propri fallimenti insieme alla celebrazione dei successi raggiunti.

Ad oggi, la Corea del Sud non ha ancora confermato alcun caso di positività al coronavirus all’interno dei propri confini, nonostante abbia informato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di migliaia dicasi sospetti. Secondo le autorità Sud-coreane, la diffusione del virus in Corea del Nord non può essere esclusa visti i movimenti commerciali e di persone avvenuti con la Cina, dove si è originato il coronavirus, prima della chiusura dei confini nel mese di gennaio 2020. Nelle immagini del congresso iniziato il 6 gennaio rilasciate da KCNA, però, nessuno tra i partecipanti ha indossato dispositivi di protezione personale per evitare il contagio da coronavirus, né sembrerebbero essere state adottate misure di distanziamento sociale.

Oltre alle limitazioni imposte dalla pandemia, quali il rallentamento degli scambi commerciali con la Cina, Pyongyang è anche soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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