Spagna: 47 migranti sbarcano alle Canarie, 4 sono senza vita

Pubblicato il 5 gennaio 2021 alle 17:25 in Immigrazione Spagna

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Un barcone con 47 migranti è approdato, all’alba di martedì 5 gennaio, sulle coste dell’isola di Tenerife. Quattro delle persone a bordo sono state trovate senza vita, altre 3 sono state portate in ospedale e ricoverate con ustioni e altre ferite.

“Questa mattina una barca che trasportava 47 migranti sub-sahariani è arrivata sulla spiaggia di El Cabezo, nel Sud di Tenerife. I medici della Croce Rossa hanno confermato quattro morti”, hanno scritto in una dichiarazione i servizi di emergenza spagnoli. Alcuni dei feriti hanno riportato ustioni chimiche causate dalla miscela di acqua salata e carburante per motori. Tra i 43 sopravvissuti ci sono una donna e 17 minorenni, secondo quanto riferito dal portale InfoMigrants. 

Le Isole Canarie hanno assistito ad un’impennata degli arrivi nell’ultimo anno. Il numero di migranti irregolari approdati sulle isole per mezzo di barconi è stato, nel 2020, più di otto volte superiore rispetto al 2019, ha sottolineato il Ministero degli Interni spagnolo. Un totale di 23.023 migranti è sbarcato sulle coste delle Canarie nel 2020. Nel 2019, invece, gli arrivi erano stati circa 2.687. L’aumento degli ingressi ha travolto le strutture locali e migliaia di migranti hanno dovuto soggiornare in tendopoli improvvisate prima di essere trasferiti in alberghi o campi allestiti dai militari.

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), lo scorso anno centinaia di persone sono morte nel tentativo di attraversare il continente africano in direzione dell’arcipelago spagnolo. L’ONG Caminando Fronteras ha dichiarato, a fine dicembre, che un totale di quasi 2.200 persone aveva perso la vita, nel 2020, cercando di raggiungere la Spagna via mare. Di questi, circa 1.851 migranti, ovvero l’85%, erano morti durante il viaggio verso le Canarie. Il percorso più breve per raggiungere le isole è quello che parte dalla costa marocchina, distante oltre 100 chilometri. Tuttavia, la traversata è molto pericolosa, a causa delle forti correnti, e le barche utilizzate dai migranti per effettuare il percorso sono tipicamente sovraffollate e precarie. 

L’ultima volta che gli arrivi di migranti sono stati così elevati sulle Isole Canarie è stato nel 2006. A quel tempo, il governo spagnolo aveva firmato accordi di rimpatrio con diversi Paesi dell’Africa settentrionale e occidentale, oltre ad offrire finanziamenti e personale per contribuire a rafforzare le capacità della Guardia costiera lungo la costa africana e tentare di dissuadere le partenze.

Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, il 23 novembre aveva assicurato che le Isole Canarie non sarebbero diventate una nuova Lesbo, riferendosi all’isola greca dove migliaia di rifugiati vivono intrappolati senza possibilità di trasferirsi nella Grecia continentale. Tuttavia, la pressione migratoria nei confronti dell’arcipelago dall’inizio dell’anno e la negligenza delle autorità spagnole, che sono state accusate di non fare abbastanza per alleggerire il carico sulle isole, ha fatto pensare a molti che il paragone fosse calzante.

Lo stesso giorno dell’arrivo dei 47 migranti a Tanerife, un barcone con altre 55 persone a bordo è stato intercettato al largo delle coste di Cipro, nel Mediterraneo orientale. I migranti, di cui 14 minori, sono stati trasferiti nel porto della località turistica di Agia Napa e saranno sottoposti nei prossimi giorni ai dovuti test anti-coronavirus. Secondo le autorità, il gruppo sarebbe partito dalla Siria o dal Libano.

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR), nel 2020, complessivamente, sono arrivati in Europa poco più di 94.000 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere la Spagna, con oltre 41.000 arrivi, seguita dall’Italia, con più di 31.100 sbarchi, dalla Grecia, con oltre 15.500 arrivi, da Malta, con quasi 3.000 sbarchi, e da Cipro, con poco meno di 1.000 arrivi. Il numero di morti in mare nel 2020, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ammonta a 1.152. La maggior parte dei decessi è avvenuta nel Mediterraneo centrale, seguito da quello occidentale e, infine, da quello orientale. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra oltre 126.663 stranieri, e persero la vita nel Mediterraneo 1.885 migranti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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