Il Messico sfida gli USA e offre asilo politico a Julian Assange

Pubblicato il 5 gennaio 2021 alle 9:03 in Messico USA e Canada

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Il presidente del Messico Andrés Manuel López Obrador, che più volte ha deciso di assumere una posizione neutrale su temi controversi, ha offerto asilo politico al cyber-attivista Julian Assange, decisione che potrebbe condizionare i rapporti con il suo principale partner: gli Stati Uniti.

Questa mossa implica una sfida al presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, in contrasto con il rapporto fluido che López Obrador ha mantenuto con l’attuale presidente Donald Trump, tanto che lo stesso Trump ha detto nel luglio 2020 che il rapporto tra Messico e Stati Uniti “non è mai stato così stretto”.

“L’offerta del Messico ad Assange influenzerà i rapporti con gli Stati Uniti. Il 20 gennaio assumerà la presidenza degli Stati Uniti Joe Biden, con cui López Obrador non ha empatia né affinità politiche e molti di noi pensano che questa decisione di portare Assange in Messico sia una sfida aperta per Biden. Questo genererà molte tensioni”, ha spiegato all’edizione latinoamericana del network russo Sputnik María Cristina Rosas González, ricercatrice e analista presso l’Università statale autonoma del Messico.

La specialista ha detto che si tratta di una posizione “rischiosa”, in quanto potrebbe avere “importanti implicazioni politiche”.

“Assange deve affrontare accuse molto gravi. Solo il governo di (Rafael) Correa (2007-2017) in Ecuador ha osato offrire asilo ad Assange. Nessun paese vorrebbe che gli accadesse quello che è successo agli Stati Uniti con Assange”, ha aggiunto.

López Obrador ha celebrato lunedì il rifiuto di un giudice del Regno Unito alla richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti di Assange, e ha annunciato che il suo paese gli offrirà asilo politico.

“Chiederò al Segretario degli Affari Esteri di eseguire le procedure corrispondenti in modo che al governo del Regno Unito venga richiesta la possibilità che il signor Assange venga rilasciato e che il Messico gli offra asilo politico”, ha affermato il presidente nella sua conferenza stampa quotidiana.

Il tribunale inglese ha rifiutato di estradare Julian Assange negli Stati Uniti a causa dell’attuale fragilità della salute mentale del fondatore di WikiLeaks.

La giustizia statunitense chiede che il giornalista sia processato per cospirazione per essersi infiltrarto nei sistemi informatici del governo e per altri diciassette per presunti crimini di ottenimento e diffusione di informazioni riservate in violazione della legge sullo spionaggio.

Le accuse statunitensi sono legate alla pubblicazione su WikiLeaks di circa 90.000 rapporti di attività di guerra in Afghanistan, 400.000 azioni in Iraq, 250.000 telegrammi del Dipartimento di Stato e più di 800 rapporti sui detenuti detenuti a Guantánamo.

Gli avvocati del cyber-attivista australiano sottolineano tuttavia che è improbabile che Assange accetti l’asilo politico in Messico.

D’altra parte, Rosas González segnala che la decisione del presidente messicano potrebbe anche essere una ritorsione contro gli Stati Uniti per l’arresto del generale Salvador Cienfuegos Zepeda, che era segretario alla Difesa nell’amministrazione del presidente Enrique Peña Nieto (2012-2018). “È stato un arresto che è stato effettuato negli Stati Uniti senza avvisare il governo messicano. López Obrador era molto arrabbiato per questa situazione, soprattutto perché ha cercato di rafforzare i rapporti con le forze armate, che sono quelle che stanno costruendo ferrovie, aeroporti e infrastrutture di base”, ha aggiunto. Il presidente messicano ha avuto “molte pressioni” dalle forze armate per negoziare con gli Stati Uniti il rilascio del generale Cienfuegos, ha spiegato.

“La decisione degli Stati Uniti ha evidentemente danneggiato molto le relazioni bilaterali e ci sono diverse rappresaglie che López Obrador ha preso contro gli Stati Uniti. Una di queste è quella di cambiare la legge sulla sicurezza nazionale in modo che gli agenti statunitensi che si trovano in Messico riferiscano tutte le loro attività”, ha spiegato ancora l’analista.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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