Mali: gruppo armato ha allestito una nuova postazione di controllo

Pubblicato il 5 gennaio 2021 alle 19:05 in Africa Mali

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Un gruppo armato, la Coalizione del Popolo per l’Azawad (CPA), ha allestito un nuovo posto di blocco a Kossiya, nel Nord del Mali.

Secondo l’Agence Malienne de Presse, il checkpoint si trova sulla Strada Nazionale 33, a tre chilometri da Tonka e all’incrocio tra Niafunké, Diré, Goundam e Timbuktu. Inoltre, è sotto il comando del colonnello Alkassim Ag Abdoullahi, considerato il capo di Stato Maggiore del gruppo armato. Dopo l’annuncio dell’apertura della nuova postazione, ci sono state opinioni divergenti sulla necessità di installare un checkpoint della CPA sulla già citata strada che rimane, per il momento, la via più sicura per il trasporto tra Bamako-Goundam-Tombouctou, Mopti-Goundam-Tombouctou e Mauritania-Goundam-Tombouctou.

Secondo la fonte locale, alcuni ritengono che l’asse Niafunké-Tonka-Goundam sia già sotto il controllo delle Forze Armate Maliane (FAM) con base a Niafunké e Goundam. Le forze armate in questione effettuano regolari pattugliamenti su queste rotte per garantire la sicurezza dei viaggiatori e la popolazione locale. Alla luce di ciò, le comunità della zona hanno sollevato dubbi riguardo all’utilità di un checkpoint presieduto da un gruppo armato che non ha caratteristiche che lo distinguano dai gruppi jihadisti.

Secondo quanto riferito da un funzionario responsabile dell’area, il CPA ha dichiarato di voler garantire la sicurezza della popolazione e delle loro proprietà, ma la realtà è che i banditi approfittano della loro presenza per attaccare la popolazione pacifica. Inoltre, approfittando della situazione instabile, i jihadisti “terrorizzano la popolazione, danno fuoco alle classi delle scuole e minacciano e rapiscono gli insegnanti” ha affermato il funzionario. Secondo quest’ultimo, nonostante i ripetuti attacchi da parte dei gruppi armati islamisti, il CPA non ha mai agito per proteggere i civili.

Alla luce di questo comportamento, la popolazione locale si è chiesta quale sia l’agenda del gruppo armato che da anni cerca di affermare il suo potere per assicurarsi il controllo della zona del lago di Tonka, nonostante la presenza dell’esercito maliano e della Missione Multidimensionale Integrata di Stabilizzazione in Mali (MINUSMA) delle Nazioni Unite. Secondo quanto affermato dal funzionario, i civili si sono chiesti anche in che modo il gruppo armato finanzi la sua presenza nella regione, temendo che i veicoli che transitano per il checkpoint debbano pagare delle tasse.

La Coalizione del Popolo per l’Azawad è un movimento politico e militare di etnia Tuareg formatosi nel 2014 durante la guerra in Mali. Il movimento è stato fondato da Ibrahim Ag Mohamed Assaleh, ex alto funzionario del Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad (MLNA), il quale è Tuareg, laico e separatista. Il CPA aderisce al Coordinamento dei Movimenti Azawad (CMA), un’alleanza di gruppi armati ribelli nati durante la guerra in Mali. La guerra in Mali è iniziata con il colpo di Stato del 22 marzo 2012, a cui è seguita la dichiarazione d’indipendenza della regione dell’Azawad da parte del MLNA il 6 aprile 2012 e la presa del potere nel Nord del Paese degli estremisti islamici nel dicembre 2012.

Il 20 febbraio 2015 il governo del Mali, guidato dal presidente ad interim Dioncunda Traoré, ha firmato un accordo di cessate il fuoco con i ribelli ad Algeri, dove il 16 febbraio erano cominciati i colloqui di pace promossi dalle Nazioni Unite. L’accordo non fu firmato dai ribelli fino al 20 giugno 2015 in quanto le loro richieste non erano state soddisfatte. Tuttavia, la mancata adesione dei rappresentanti del Coordinamento dei Movimenti Azawad ha indebolito notevolmente l’intesa. De facto, hanno continuato ad esserci attacchi da parte di gruppi militanti nel Paese.

Negli ultimi anni, il Mali si è trovato ad affrontare una profonda crisi con gravi conseguenze politiche, sociali, economiche ed umanitarie. Questa deriva da condizioni strutturali di lunga data, quali la debolezza delle istituzioni statali, l’inefficacia dell’amministrazione del Governo e gli effetti del degrado ambientale. In particolare, una causa fondamentale è la coesione sociale fragile dovuta ai risentimenti delle comunità del Nord del Paese, parte della regione dell’Azawad, che si sentono trascurate, emarginate e trattate ingiustamente dal Governo centrale. Queste condizioni sono state aggravate da fattori di instabilità più recenti, tra cui la corruzione, il nepotismo, l’abuso di potere, le lotte interne e il deterioramento delle capacità dell’esercito nazionale. Questo clima di insicurezza ha creato un terreno favorevole alla diffusione di attacchi terroristici, proliferazione delle armi, contrabbando di droga e altre attività criminali correlate, che continueranno a minare lo sviluppo del Mali nel futuro.

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Julie Dickman

di Redazione