Iran-USA: nuova richiesta all’Interpol di perseguire Trump

Pubblicato il 5 gennaio 2021 alle 17:14 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha annunciato di aver richiesto nuovamente all’Interpol di emettere una cosiddetta “allerta rossa” nei confronti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e di altri 47 funzionari statunitensi per il loro ruolo nell’assassinio del generale Qassem Soleimani.  

Il portavoce della magistratura iraniana, Gholamhossein Esmaili, ha annunciato la notizia durante una conferenza stampa, il 5 gennaio. Soleimani è stato ucciso il 3 gennaio 2020, in un attacco con droni statunitensi presso l’aeroporto internazionale di Baghdad ordinato da Trump. È stata la seconda richiesta iraniana per un mandato di arresto internazionale contro il presidente statunitense uscente e decine di funzionari degli USA che lavorano presso il Pentagono e il Comando Centrale degli Stati Uniti. 

Il 29 giugno, il procuratore di Teheran, Ali Alqasimehr, aveva emesso un mandato d’arresto per Trump e gli altri funzionari statunitensi, citando “accuse di omicidio e terrorismo”. Tuttavia, l’Interpol ha respinto la richiesta dell’Iran, affermando l’impossibilità di avviare “qualsiasi intervento o attività di carattere politico, militare, religioso o razziale”. Il nuovo tentativo di perseguire Trump fa parte delle promesse iraniane di vendicare Soleimani un anno dopo il suo omicidio. Questo arriva poco prima che Trump sia costretto a lasciare l’incarico, il 20 gennaio. In tale contesto, l’Iran spera che la fine del suo mandato possa aumentare le possibilità di affrontare le conseguenze di tale assalto.

In una cerimonia a Teheran per celebrare l’anniversario dell’assassinio di Soleimani, il capo della magistratura Ebrahim Raisi ha affermato che Trump è l’obiettivo principale dell’accusa e non dovrebbe essere immune a causa del suo status politico. “Fortunatamente, la presidenza di Trump è terminata. Ma anche se il suo mandato non fosse scaduto, sarebbe inaccettabile affermare che qualcuno non dovrebbe essere responsabile di fronte alla legge a causa della sua posizione”, ha dichiarato. Ali Kadkhodaei, portavoce del potente organo di controllo costituzionale, il Guardian Council, ha anche affermato che l’Iran perseguirà legalmente Trump dopo che avrà lasciato la Casa Bianca.

L’episodio del 3 gennaio 2020 aveva fatto temere un’escalation tra Washington e Teheran, sebbene le tensioni fra i due nemici si fossero acuite già a seguito del ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, l’8 maggio 2018. In tale quadro, il 30 dicembre, due bombardieri B-52 dell’aeronautica militare statunitense hanno sorvolato la regione del Golfo, in risposta ai segnali inviati dall’Iran, mentre il 21 dicembre la Marina statunitense ha riferito che Washington ha inviato un sottomarino e due navi da guerra nelle acque del Golfo arabo. Le imbarcazioni in questione sono, nello specifico, l’USS Georgia, un sottomarino missilistico guidato di classe Ohio, e due incrociatori missilistici guidati, USS Port Royal (CG 73) e USS Philippine Sea (CG 58). Uno degli obiettivi degli USA è mostrare il proprio impegno nei confronti dei partner della regione mediorientale nel garantire sicurezza marittima, segnalando la propria prontezza verso qualsiasi minaccia.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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