Dopo il disgelo tra Doha e Riad, al via il 41esimo vertice del GCC

Pubblicato il 5 gennaio 2021 alle 9:44 in Arabia Saudita Qatar

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I Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) si riuniranno oggi, martedì 5 gennaio, in Arabia Saudita per il 41esimo summit. L’incontro giunge dopo che il Regno saudita ha deciso di riaprire il suo spazio aereo e le proprie frontiere terrestri e marittime al Qatar.

Il GCC è un’organizzazione internazionale regionale che unisce sei Paesi del Golfo, quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE), Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. Questa è stata istituita il 25 maggio 1981, e gli scopi prefissati sono di natura politica, economica e sociale. L’organizzazione riveste poi un’importanza fondamentale nel far fronte all’instabilità e ad altre problematiche della regione. Il 40esimo vertice si era svolto il 10 dicembre 2019 nella capitale saudita, sotto la presidenza degli UAE, e uno dei punti principali all’ordine del giorno era stata la cosiddetta “crisi del Golfo”.

Quest’ultima è scoppiata il 5 giugno 2017, quando è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I paesi fautori del blocco sono Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo. Per Doha, i Paesi promotori del blocco hanno cercato di minare l’autonomia decisionale e di interferire negli affari interni del Paese.

Negli ultimi mesi, vi sono stati crescenti segnali di un disgelo delle tensioni tra le parti coinvolte, culminati il 4 gennaio con l’annuncio della riapertura dei confini terrestri e marittimi e dello spazio aereo saudita verso il Qatar. “Sulla base della proposta dello sceicco Nawaf, governatore del Kuwait, è stato deciso di aprire lo spazio aereo e le frontiere terrestri e marittime, tra il Regno dell’Arabia Saudita e lo Stato del Qatar, a partire da questa sera”, ha dichiarato il ministro degli Esteri del Kuwait, Ahmad Nasser al Mohammed al-Sabah, alla tv di Stato.

Alla luce di ciò, si prevede che l’incontro del 5 gennaio, che si svolgerà ad al-Ula, nel Nord-Ovest dell’Arabia Saudita, avrà una valenza diversa rispetto all’ultimo summit. Tra i partecipanti vi è anche l’emiro qatariota, Tamim bin Hamad al-Thani, a capo di una delegazione che si presume si impegnerà a siglare un accordo volto a trovare una soluzione alla crisi del Golfo. Ad accompagnarlo vi è, poi, il consigliere senior del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, che, secondo un funzionario statunitense, parteciperà all’incontro alla luce degli sforzi profusi per risanare le spaccature interne al GCC. Tuttavia, sino ad ora, gli altri tre Paesi fautori del blocco non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in merito ad una revoca dell’embargo o ad una apertura, sulla scia di Riad. Questa rappresenta una delle condizioni stabilite da Doha per ripristinare le relazioni con i vicini della regione.

Anche per gli Emirati Arabi Uniti, a detta di un ufficiale senior, il vertice del 5 gennaio potrebbe ristabilire l’unità e la coesione del Golfo. Come affermato dal ministro di Stato per gli Affari esteri emiratino, Anwar Gargash, sebbene vi sia ancora molto da fare, il summit di al-Ula rappresenta un’occasione storica in cui verrà evidenziato come “sicurezza, stabilità e prosperità” rappresentino una priorità per i membri del GCC. Dichiarazioni simili sono giunte anche dall’Arabia Saudita, il cui principe ereditario, Mohammad bin Salman, ha affermato che Riad si sta impegnando nell’interesse dell’intera regione del Golfo, al fine di garantire sicurezza e stabilità. A tal proposito, il summit di al-Ula sarà un vertice che “unirà il mondo”, e che promuoverà la via “del bene e della prosperità”. Oltre alla crisi del Golfo, l’attenzione dei partecipanti verrà rivolta anche ad altri dossier di mutuo interesse. Tra questi, la questione del nucleare iraniano e i partenariati strategici a livello sia regionale sia internazionale.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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