Debito: il Tagikistan chiede sospensione ai creditori esteri

Pubblicato il 5 gennaio 2021 alle 13:28 in Asia Tajikistan

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Il Tagikistan ha chiesto una sospensione dei pagamenti ai suoi creditori internazionali e ha già ricevuto feedback positivi dalla Cina, ma la tregua probabilmente durerà non più di pochi mesi.

Come ha notato la Banca Mondiale in un rapporto pubblicato il mese scorso – rendendo così pubblico il lavoro del governo tagico, che ha fornito informazioni limitate su questo argomento – il Tagikistan è tra i “paesi che hanno recentemente aderito all’iniziativa di sospensione del servizio del debito del G20”.

Lo scopo dell’iniziativa è aiutare i paesi a basso reddito, in particolare quelli devastati dalle ricadute della pandemia COVID-19, a raggiungere i suoi obiettivi di spesa sociale quest’anno.

La Cina ha sospeso il rimborso del debito dal Tagikistan e sono in corso anche negoziati con altri creditori, ha affermato la Banca mondiale. Dal momento che Pechino possiede quasi la metà del debito estero del Tagikistan da 3,2 miliardi di dollari – più di 1,2 miliardi di dollari per l’esattezza – questa è una concessione gradita alle autorità di Dushanbe. Non sono disponibili dettagli, tuttavia, sul periodo per il quale si intende differire il rimborso dei debiti.

Seguendo i resoconti del governo del Tagikistan i tempi potrebbero essere stretti, non più di quelche mese.

Secondo le previsioni della stessa Banca mondiale, l’economia potrebbe riprendersi già entro quest’anno. Come accade, la banca rileva che l’economia del Tagikistan è cresciuta del 4,2% nei primi nove mesi del 2020, il che è sorprendentemente positivo, sebbene in calo dal 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Tuttavia, i dati ufficiali sono tutt’altro che certi, segnalano gli esperti.

Altri importanti creditori che potrebbero accogliere la richiesta di sospensione dei pagamenti da parte di Dushanbe sono la Banca mondiale, la Banca asiatica di sviluppo e il Fondo monetario internazionale.

Il ministero delle Finanze ha dichiarato in precedenza di aver stanziato 2,3 miliardi di somoni (202 milioni di  dollari) per il servizio del debito estero nel 2021. Di questo totale, 1,5 miliardi di somoni sono riservati al rimborso del capitale, mentre il resto è destinato alla copertura degli interessi.

Il Tagikistan ha recentemente superato una soglia psicologica preoccupante, avendo il suo debito pubblico estero raggiunto il 43% del prodotto interno lordo, superando così il 40% che molti economisti internazionali ritengono sostenibile per le economie in via di sviluppo.

La pandemia di COVID-19 ha solo aggravato il problema. A maggio, il FMI ha approvato la concessione di un credito urgente al Tagikistan per un valore di 189,5 milioni di dollari per aiutare a soddisfare la bilancia dei pagamenti del paese e le esigenze di finanziamento fiscale. La Banca eurasiatica di sviluppo, istituita congiuntamente da Russia e Kazakistan, ha prestato altri $50 milioni a novembre.

Inoltre, il Tagikistan ha ricevuto denaro gratuito. Il mese scorso, la Banca asiatica di sviluppo ha affermato di aver approvato una sovvenzione di 105 milioni di dollari a fondo perduto per “accelerare l’attuazione delle riforme in corso e migliorare la sostenibilità finanziaria del settore energetico in Tagikistan”.

Come ha riferito il servizio tagiko di Radio Free Europe, Radio Ozodi, il governo pensa di aumentare i debiti nel 2021 cercando di sollecitare 562 milioni di dollari in credito estero. Il ministro delle finanze Fayziddin Kakhhorzoda ha detto che la maggior parte di quel denaro andrà a finanziare il completamento della centrale idroelettrica di Roghun.

Nonostante la pressione finanziaria, il Tagikistan non mostra alcun segno di voler astenersi dal celebrare in pompa magna il 30° anniversario dell’indipendenza di quest’anno. Durante il suo discorso di Capodanno, il presidente Emomali Rahmon ha seguito i preparativi in corso per i festeggiamenti per quell’occasione e per l’equinozio di primavera di Nowruz. Se l’esperienza è una guida, decine di migliaia saranno invitate a partecipare, con gran parte delle spese per nutrire e trasportare le folle che saranno assunte dal governo.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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