Il sostegno degli USA all’Assemblea Nazionale di Guaidó

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 19:28 in USA e Canada Venezuela

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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha rilasciato una nuova licenza che consente alcune transazioni con il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó, nonostante le sanzioni statunitensi in vigore contro il Paese. 

Tale decisione, annunciata il 4 gennaio, ribadisce il sostegno di Washington a Guaidó come legittimo leader del Venezuela. La licenza, che sostituisce una precedente simile misura, consente alcune transazioni con l’Assemblea Nazionale venezuelana, riconoscendo di fatto l’estensione di un anno del mandato dell’istituzione controllata dall’opposizione. 

Il termine è stato prorogato dopo che l’opposizione ha boicottato le elezioni parlamentari del 6 dicembre 2020, vinte facilmente dai socialisti al governo del presidente Nicolas Maduro. Tuttavia, l’opposizione e la maggior parte delle democrazie occidentali hanno denunciato che queste non erano né libere né giuste. In ogni caso, a seguito delle elezioni, il Partito Socialista Unito del Venezuela è pronto a prendere il controllo del Parlamento, che aveva perso nel 2015. Nonostante questo, il 26 dicembre l’opposizione ha votato per prolungare il suo mandato in seno all’Assemblea Nazionale. 

In tale contesto, la Corte Suprema del Venezuela ha stabilito che la decisione non era valida, aprendo la strada agli alleati di Maduro per assumere il controllo dell’istituzione. La nuova misura del Dipartimento del Tesoro degli USA è finalizzata a mostrare sostegno all’opposizione e a Guiadò, poiché specifica che le transazioni che coinvolgono l’Assemblea Nazionale Costituente venezuelana, convocata da Maduro, e di un Assemblea Nazionale guidata dal Partito Socialista Unito del Venezuela non sono autorizzate. 

Nonostante la pressione di Washington, Maduro rimane al potere, sostenuto dall’esercito venezuelano, ma anche da Russia, Cina e Cuba. Il riconoscimento di Guaidò come presidente ad interim da parte degli Stati Uniti deriva dalle accuse di frode elettorale nei confronti di Maduro, ma anche dalla posizione dello stesso Guaiò di presidente dell’Assemblea Nazionale. A questo si aggiunge che da gennaio è in pericolo lo stesso riconoscimento internazionale di Guaidó, suo principale punto di forza. Joe Biden entrerà in carica a Washington il 20 gennaio prossimo, e secondo gli analisti questo potrebbe cambiare l’approccio diplomatico con Caracas.

La rielezione di Maduro come presidente del Venezuela ha causato un ulteriore deterioramento delle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti. Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, aveva subito denunciato il voto del 20 maggio 2018 come “una farsa” e aveva dichiarato che il suo Paese non avrebbe riconosciuto la vittoria di Maduro. Washington aveva pertanto definito “non democratiche” le elezioni nel Paese sudamericano, e aveva aumentato le sanzioni già pendenti sul Venezuela. Caracas, per sua parte, aveva risposto alla reazione americana tramite l’espulsione dei due più importanti diplomatici statunitensi dalla capitale venezuelana, mossa che ha scatenato una simile decisione per conto degli Stati Uniti. Da allora, le tensioni non hanno fatto che aumentare. Tuttavia, rimane da vedere quale sarà la posizione della nuova amministrazione, guidata da Joe Biden, rispetto a tale questione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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