L’Egitto approva il vaccino cinese Sinopharm, ma manca di ossigeno

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 14:01 in Africa Egitto

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L’Egitto ha approvato l’uso del vaccino anti-Covid sviluppato dall’azienda cinese Sinopharm. Il siero potrebbe cominciare ad essere inoculato a partire da fine gennaio.

L’annuncio è stato dato il 2 gennaio dal Ministero della Salute egiziano, dopo che già il 10 dicembre scorso era stato riferito che gli Emirati Arabi Uniti (UAE) avevano donato al Paese Nord-africano 50.000 dosi del vaccino cinese, sufficienti a vaccinare 25.000 cittadini. Stando a quanto dichiarato dalla ministra della Salute egiziana, Hala Zayed, il 2 gennaio, l’autorità farmaceutica ha ufficialmente approvato il siero anti-Covid prodotto in Cina e nelle prossime settimane sono attesi ulteriori lotti. Nello specifico, a detta di Zayed, il secondo carico, anch’esso composto da 50.000 dosi, potrebbe arrivare nella seconda o terza settimana di gennaio, il che darà avvio alla campagna di vaccinazione. I primi ad essere vaccinati saranno gli operatori del sistema sanitario, ha affermato la ministra, la quale ha aggiunto che Il Cairo prevede di acquistare 40 milioni di dosi da Sinopharm.

La notizia è giunta pochi giorni dopo che la società cinese, il 30 dicembre, ha annunciato che i test finali sul vaccino hanno dimostrato un tasso di efficacia del 79%, provando a rispondere ai dubbi di coloro che avevano precedentemente manifestato insicurezza, derivanti dalla mancata pubblicazione dei risultati della terza fase di sperimentazione da parte di Pechino. Anche Abu Dhabi, il 9 dicembre, aveva riferito che il tasso di efficacia del vaccino cinese è pari all’86%.  Sebbene inferiore a quello dei due vaccini sviluppati da BioNTech-Pfizer e da Moderna, pari rispettivamente al 95% e al 94.5%, la percentuale è superiore al tasso di AstraZeneca, pari al 70%. Inoltre, la percentuale registrata è maggiore al 50%, ovvero alla soglia di accettabilità stabilita dagli scienziati a livello internazionale. Non da ultimo, il vaccino di Sinopharm può essere conservato a temperature di frigorifero regolari, a differenza di quello di BioNTech/ Pfizer, e ciò lo rende motivo di interesse soprattutto per i Paesi in via di sviluppo.

Il governo del Cairo si era detto orgoglioso per essere stato tra i primi destinatari del vaccino cinese, in quanto ciò confermerebbe l’impegno del Paese nella lotta alla pandemia di coronavirus. In un’intervista televisiva, un consigliere del presidente per gli affari sanitari, Muhammad Awad Tajuddin, ha affermato che il vaccino prodotto da Snopharm è sicuro e non vi è motivo di preoccuparsi, in quanto è stato esaminato dal Comitato scientifico egiziano del Ministero della Salute. Inoltre, a detta del consigliere, “la Cina non può rischiare di fornire un vaccino che minerebbe la fiducia nelle sue istituzioni scientifiche”.

Stando a quanto affermato dalla ministra Zayed, Il Cairo si appresta altresì a ricevere il vaccino di Oxford-AstraZeneca, considerato che l’accordo è in fase di finalizzazione e i primi lotti potrebbero arrivare nella terza o quarta settimana di gennaio. Parallelamente, vi sono negoziazioni in corso con l’azienda statunitense Pfizer. Il vaccino risulta essere essenziale per uno dei Paesi più popolosi del mondo arabo, che ospita circa 100 milioni di abitanti, ed il cui sistema sanitario ha dovuto far fronte a diverse difficoltà sin dallo scoppio della pandemia. Al 4 gennaio, i casi positivi al Coronavirus in Egitto ammontano, in totale, a 142.187, mentre i pazienti deceduti sono stati 7.805. Inoltre, anche il Paese Nord-africano è stato colpito dalla seconda ondata della pandemia, passando da circa 100 nuovi casi al giorno di ottobre a 1.400.

In tale quadro, il 3 gennaio, la procura egiziana ha aperto un’inchiesta sul caso di almeno quattro pazienti affetti da Coronavirus, che, secondo uno dei familiari, sarebbero deceduti a causa della mancanza di ossigeno nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale statale in cui erano in cura, nel governatorato di Sharqia. Il caso è scoppiato dopo la diffusione in rete di un video, divenuto virale, che mostra le infermiere provare a salvare i pazienti e in cui affermano: “Sono tutti morti. Non c’è ossigeno”. Le autorità egiziane, da parte loro, hanno smentito le accuse, affermando che i pazienti sono morti per patologie pregresse e per l’aggravarsi delle condizioni di salute a causa del virus. Al momento, le indagini sono ancora in corso. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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