L’Afghanistan si prepara ad una nuova stagione di violenze

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 13:06 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Interni afghano, il generale Massoud Andarabi, ha dichiarato che la situazione è migliorata nel Sud del Paese, ma le forze armate si stanno preparando ad una nuova campagna di attacchi su vasta scala da parte dei talebani. 

In tale contesto, il generale ha annunciato che una nuova unità delle forze di sicurezza afghane, composta dalla polizia, dall’esercito e dalla Direzione Nazionale della Sicurezza (DNS), ha iniziato le sue operazioni. La notizia è stata riferita dal ministro il 4 gennaio, in occasione di un discorso rivolto al Parlamento afghano. Questo ha dichiarato che nella città occidentale di Farah è iniziata una nuova esercitazione dell’unità in questione e le attività aumenteranno nei prossimi mesi, fino all’estate.

Nel presentare tale progetto, il ministro ha sottolineato i risultati raggiunti dalle forze armate afghane negli ultimi mesi: gli attacchi dei talebani sono stati respinti nel Sud del Paese e almeno 1.000 combattenti islamisti sono stati uccisi a Helmand e Kandahar. Andarabi ha sottolineato che i talebani “stanno conducendo attacchi mirati” per attirare l’attenzione dei media e influenzare i negoziati politici. Il ministro ha poi affermato che la situazione nella provincia meridionale di Kandahar è migliorata, aggiungendo però che i talebani si stanno preparando per una nuova campagna su vasta scala, prevista nei prossimi mesi. 

Un altro allarme arriva dal capo del DNS, Ahmad Zia Saraj, che ha dichiarato che i talebani non hanno tagliato i loro legami con i “terroristi stranieri”, non hanno ridotto la violenza e hanno violato i loro impegni sottoscritti nell’accordo con gli Stati Uniti del 29 febbraio 2020. Saraj ha sottolineato che i talebani si stanno concentrando su uccisioni mirate, in particolare ai danni di esponenti della società civile e funzionari statali. Il capo della DNS ha affermato che le indagini sono in corso per cinque degli ultimi otto attacchi contro giornalisti e attivisti della società civile e alcuni sospettati sono stati già detenuti. Saraj ha aggiunto che altri 3 omicidi mirati sono stati sventati. 

Un giornalista radiofonico e attivista per i diritti umani afghano, Besmullah Adel Aimaq, è stato ucciso in un attentato ancora non rivendicato nella provincia occidentale di Ghor, il primo gennaio, diventando il quinto giornalista scomparso in circostanze simili negli ultimi due mesi. Le dinamiche dell’omicidio di Aimaq sono state simili a quelle di attentati condotti contro altre figure di spicco afghane che sono state uccise di recente. Negli ultimi mesi, l’Afghanistan è stato teatro di un picco di violenze che hanno coinvolto anche personaggi noti come giornalisti, politici e attivisti per i diritti umani. Nel caso specifico degli operatori dei media, l’associazione Giornalisti Senza Frontiere ha decritto l’Afghanistan come uno tra i Paesi più mortali al mondo per la propria categoria.

Nel frattempo, il portavoce delle forze armati statunitensi, Sonny Leggett, ha respinto le accuse dei talebani che hanno evidenziato una presunta violazione degli Stati Uniti dell’accordo con i talebani, affermando che “le forze statunitensi sono state chiare e coerenti: difenderemo le forze afghane dagli attacchi. Rinnoviamo il nostro appello a tutte le parti per una riduzione della violenza”. “Anche la campagna dei talebani di attacchi non rivendicati e uccisioni mirate di funzionari governativi, leader della società civile e giornalisti deve cessare affinché la pace abbia successo”, ha aggiunto. Da parte loro, i talebani avevano sottolineato che le forze statunitensi hanno condotto attacchi aerei nelle province di Nangarhar e Helmand a sostegno delle forze afghane, in violazione dell’accordo USA-talebani.

Dalla firma degli accordi di pace con gli Stati Uniti, i talebani avrebbero ridotto drasticamente i grandi attacchi condotti contro le zone urbane del Paese ma, nelle aree rurali, gli scontri con le forze governative sarebbero aumentati e le parti si sono ripetutamente accusate di stare cercando di ampliare il territorio sotto il proprio controllo. Inoltre, anche lo Stato Islamico in Afghanistan, la cui organizzazione affiliata locale è nota come Stato Islamico di Khorasan, ha intensificato gli attacchi, soprattutto contro la capitale afghana. I militanti dello Stato Islamico afghano hanno rivendicato gli attacchi del 12 dicembre 2020 a Kabul, colpendo anche la zona dell’Aeroporto Internazionale di Hamid Karzai, situato a 5 km dal centro della capitale. In precedenza, l’ISIS aveva rivendicato anche gli attacchi mortali nei quali avrebbero perso la vita almeno 50 persone, rispettivamente il 21, l’11 e il 2 novembre 2020.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.