Italia: la Open Arms a Porto Empedocle con 265 migranti a bordo

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 19:08 in Immigrazione Italia

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Dopo aver soccorso circa 265 migranti a seguito di due operazioni separate nel Mar Mediterraneo, la nave della ONG spagnola Open Arms ha fatto rotta verso le coste italiane, arrivando davanti Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. L’imbarcazione non ha attraccato alla banchina perché è stata raggiunta, con le motovedette, dai medici dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), incaricati di sottoporre i migranti a tamponi rapidi anti-coronavirus. Secondo il programma attuale, una volta effettuati i test e ricevuti gli esiti, i circa 50 minorenni presenti sulla nave verranno trasbordati sulle motovedette e portati sulla terraferma. Se risulteranno negativi al Covid-19, saranno trasferiti nel centro d’accoglienza Villa Sikania di Siculiana, dove trascorreranno un periodo di sorveglianza sanitaria. I migranti adulti, che sono circa 215, saranno invece portati sulla nave quarantena Rhapsody, che si trova già in rada a Porto Empedocle.

Quello di lunedì 4 gennaio è stato il primo arrivo di migranti in Italia del 2021. La Open Arms ha soccorso circa 265 persone nel Mar Mediterraneo nell’arco di 3 giorni, tra il 31 dicembre e il 2 gennaio. Durante l’ultimo soccorso, avvenuto il 2 gennaio, l’equipaggio della nave ha portato a bordo 96 persone recuperate da un “precario barcone di legno alla deriva in acque internazionali”. Tra i passeggeri, per lo più eritrei, molti affetti da ipotermia, c’erano 2 donne e 17 minori. Due giorni prima, il 31 dicembre, la ONG aveva salvato da un possibile naufragio 169 persone, tra cui 6 bambini.  Anche queste si trovavano a bordo di un’imbarcazione di legno che navigava in acque internazionali.

Secondo quanto dichiarato da Open Arms, prima che l’Italia accettasse di assegnare Porto Empedocle come “porto di sbarco”, Malta aveva respinto la richiesta di aiuto da parte dell’organizzazione. Il fondatore della ONG spagnola, Oscar Camps, ha affermato che la sua nave è attualmente l’unica impegnata in aiuti umanitari e in missioni di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo. L’imbarcazione ha lasciato la Spagna poco prima di Natale per condurre le sue operazioni nel Mediterraneo centrale.

Secondo quanto reso noto dal portale Info Migrants, entrambi i barconi recuperati dalla Open Arms erano partiti dalle coste libiche. Safa Msehli, portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), ha confermato che i 265 migranti salvati dalla ONG facevano parte di un gruppo di 420 persone che aveva provato a fuggire dal Paese nordafricano. Circa 162 di loro erano stati intercettati e rimpatriati in Libia domenica 3 gennaio, ha specificato Msehli su Twitter.

Open Arms ha spesso accusato i governi europei di “abbandonare a loro stessi” i rifugiati e i migranti che decidono di intraprendere pericolosi viaggi attraverso il Mediterraneo, lasciandoli in mare per giorni. Malta e Italia, due dei Paesi costieri che ricevono il maggior numero di richieste di soccorso, sono stati criticati per aver rifiutato più volte di accogliere nei loro porti le navi umanitarie. Roma e Nicosia, tuttavia, si lamentano di dover sopportare da soli il peso dell’immigrazione e chiedono più collaborazione da parte degli altri Paesi dell’Unione Europea. Nel 2020, più di 34.000 migranti sono arrivati in Italia attraverso il Mediterraneo, la stragrande maggioranza in Sicilia. Questo secondo gli ultimi dati dell’UNHCR.

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR), nel 2020, complessivamente, sono arrivati in Europa poco più di 94.000 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere la Spagna, con oltre 41.000 arrivi, seguita dall’Italia, con più di 31.100 sbarchi, dalla Grecia, con oltre 15.500 arrivi, da Malta, con quasi 3.000 sbarchi, e da Cipro, con poco meno di 1.000 arrivi. Il numero di morti in mare nel 2020, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ammonta a 1.152. La maggior parte dei decessi è avvenuta nel Mediterraneo centrale, seguito da quello occidentale e, infine, da quello orientale. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra oltre 126.663 stranieri, e persero la vita nel Mediterraneo 1.885 migranti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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