Israele valuta un nuovo acquisto di F-35 dagli USA

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 17:57 in Israele USA e Canada

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Il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha dichiarato di essere in trattativa con Washington sulla possibile vendita di un nuovo squadrone di caccia F-35.

La notizia è stata riferita il 4 gennaio, quando Ganz ha affermato che Israele ha bisogno di espandere la propria dotazione di F-35. “In questo momento abbiamo due squadroni. Penso che espanderemo la dotazione. Questo è quello che ho chiesto agli americani”, ha dichiarato il ministro. “Comprerei un altro squadrone di F-35 e poi esaminerei cosa fare”, ha aggiunto. Israele ha già ordinato i due squadroni di F-35 dagli Stati Uniti, per un totale di 50 aerei. La dichiarazione relativa al nuovo acquisto arriva dopo che il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha confermato, il 10 novembre 2020, che gli Stati Uniti hanno in programma la vendita di caccia F-35 agli Emirati Arabi Uniti. L’accordo fa parte di un pacchetto dal valore di 23.37 miliardi di dollari e dovrebbe includere più di 50 jet prodotti dalla Lockheed Martin ad un costo stimato di 10.4 miliardi di dollari.  

Prima degli accordi sulla normalizzazione delle relazioni con Israele, siglati il 15 settembre 2020, la vendita di F-35 non sarebbe mai stata accettata dal governo israeliano. Questo perché, in base al principio della preservazione del “vantaggio militare qualitativo” di Israele, gli Stati Uniti si consultano regolarmente con Tel Aviv sulla proposta di vendita di armi avanzate ad altri Paesi della regione mediorientale. Un disegno di legge approvato nel 2008 stabilisce che la vendita di armi statunitensi a qualsiasi Stato del Medio Oriente diverso da Israele debba garantire che non abbia effetti negativi sul vantaggio militare di Tel Aviv. Sebbene il governo di Israele abbia dato il suo consenso alla fornitura di F-35 agli Emirati Arabi Uniti, l’esercito israeliano sembra meno entusiasta della vendita ad Abu Dhabi.

Il capo dell’aeronautica israeliana Amikam Norkin ha dichiarato che il Paese deve mantenere il suo vantaggio militare nella regione, anche nei confronti di alleati, come gli Emirati Arabi Uniti. “Non è positivo che ci siano aerei avanzati nella regione. Non è una minaccia diretta per noi, ma è una tendenza che avrà un’influenza su di noi”, ha dichiarato Norkin durante un intervento. In tale contesto, Ganz vorrebbe concludere l’accordo prima che Trump lasci l’incarico, il 20 gennaio, e venga sostituito da Joe Biden come presidente. “Lo spero. Penso che il budget della Difesa debba essere gestito correttamente, per essere salvaguardato. È una sorta di polizza assicurativa attiva”, ha dichiarato il ministro, quando gli è stato chiesto se l’accordo per i nuovi F-35 fosse previsto prima del giuramento di Biden.

Il 15 settembre 2020, Washington è stata testimone della cerimonia per la firma degli accordi di normalizzazione tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Il primo patto, nominato “accordo Abraham”, è stato annunciato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, il 13 agosto 2020, ed ha di fatto normalizzato le relazioni tra Israele e UAE. In particolare, Israele si è impegnato a sospendere l’annessione dei territori palestinesi della Cisgiordania, così come annunciato in precedenza, sebbene il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, abbia specificato di aver semplicemente deciso di “ritardare” l’annessione come parte dell’accordo con Abu Dhabi. Proprio Netanyahu si è più volte detto pronto a firmare un accordo storico, prevedendo che presto anche altri Paesi seguiranno l’esempio emiratino. Gli accordi hanno reso gli Emirati e il Bahrein il terzo e il quarto Stato arabo che riconoscono la sovranità dello Stato d’Israele. Questi sono poi stati seguiti da Sudan e Marocco. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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