Gibilterra nega che la Spagna possa controllare chi entra ed esce dal suo territorio

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 8:09 in Spagna UK

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Il ministro principale di Gibilterra, Fabian Picardo, ha avvertito questo sabato 2 gennaio che la Spagna non avrà diritti di controllo né al porto né all’aeroporto di Gibilterra nonostante l’accordo raggiunto tra Londra e Madrid che permette alla Rocca di rimanere nell’area Schengen dopo la Brexit.

“Secondo l’accordo di Capodanno, solo Gibilterra decide chi entra a Gibilterra e nessun agente spagnolo effettuerà controlli di alcun tipo all’aeroporto o al porto di Gibilterra, né ora né nei prossimi quattro anni. Questa è la nostra terra”, ha scritto Picardo in un posto sul suo account Twitter.

Picardo risponde così alle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Arancha González Laya, che in un’intervista pubblicata sabato scorso sul quotidiano ‘El País’ aveva sostenuto che la Spagna avrà l’ultima parola su chi entrerà a Gibilterra.

“Per entrare in una Gibilterra integrata nello spazio Schengen, la responsabilità del controllo è nelle mani degli spagnoli. Al porto e all’aeroporto”, aveva sottolineato Laya. Alla domanda se questo significa che la Spagna avrà l’ultima parola sull’ingresso o meno di qualcuno a Gibilterra, il ministro ha risposto “ovviamente, perché la gestione del controllo degli ingressi nell’area Schengen appartiene alla Spagna”.

Giovedì scorso, 31 dicembre, la Spagna e il Regno Unito hanno annunciato un principio di accordo in base al quale si applicheranno le regole di Schengen e la Barriera con Gibilterra sarà abolita una volta negoziato un futuro accordo tra i Ventisette e Londra in relazione alla Rocca. Secondo l’accordo, la Spagna sarà il “garante ultimo” del rispetto dell’applicazione delle norme dell’Accordo di Schengen che potrebbe servire da base per un futuro trattato su Gibilterra.

Gibilterra viene così inserita nello “spazio europeo senza frontiere”, in modo che gli spagnoli, soprattutto gli oltre 10.000 lavoratori transfrontalieri, potranno d’ora in poi entrare liberamente nel territorio britannico d’oltremare. Gli abitanti di Gibilterra potranno inoltre recarsi in Spagna e circolare nei 26 paesi dell’area Schengen. Tuttavia, gli inglesi dovranno passare attraverso i controlli dei passaporti e doganali per entrare nel loro “territorio d’oltremare”.

“Questo è il fondamento di un futuro trattato tra Ue e Regno Unito su Gibilterra”, ha affermato il ministro González Laya. “Abbattiamo le barriere per costruire un’area di prosperità condivisa. È il messaggio che inviamo”.

L’aspettativa con la quale è stato chiuso il “principio dell’accordo” in Spagna contrastava con la sensazione di lontananza con cui è seguita la questione di Gibilterra nelle ultime fasi della Brexit nel Regno Unito. In contrasto con la fermezza con cui l’ex primo ministro Theresa May aveva promesso di difendere lo “status costituzionale” di Gibilterra, Boris Johnson non ha fatto quasi alcuna causa patriottica sulla questione, che negli ultimi sei mesi è diventata quasi strettamente bilaterale e distaccata dell’accordo commerciale tra Londra e l’Unione Europea.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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