Italia: cyberterrorismo e aumento delle minacce alla sicurezza online

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 18:31 in Europa Italia

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Nel 2020, l’Italia ha registrato un aumento delle minacce alla sicurezza online. Le autorità hanno rimosso 1.724 indirizzi web riconducibili a piattaforme utilizzate per la propaganda jihadista e 182 indirizzi con contenuti riferibili all’area dell’estremismo di destra e di quello antagonista e anarchico. 

Durante il 2020, il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic) ha rilevato un totale di 507 minacce alla sicurezza sul web. Nel 2019, ne erano state registrate 239. Questi dati sono stati resi noti dal Resoconto della Polizia postale del 2020, pubblicato il 4 gennaio. Il documento riassume le attività di prevenzione e contrasto di attacchi informatici, la situazione relativa alla sicurezza dei servizi pubblici essenziali del Paese e quella relativa alla libertà personale di adulti e ragazzi sul web e sui social. Secondo le autorità competenti, il 2020 è stato un anno particolarmente critico in questo ambito, a causa dei profondi cambiamenti nello stile di vita dovuti alla pandemia e del maggiore utilizzo di piattaforme online in numerosi ambiti. 

Le aziende hanno fatto ricorso massicciamente allo smartworking e questo ha determinato, in alcuni casi, un indebolimento della sicurezza delle reti, con una conseguente esposizione alle infiltrazioni da parte di hacker. Secondo i dati riportati dalla Polizia Postale italiana ci sono stati 21 arresti su 99 indagini (3 relative al 2019) con 79 denunce e oltre 79.000 segnalazioni. Le autorità hanno evidenziato anche un aument delle operazioni per il contrasto al cyber-crime finanziario con 48 imprese medio-grandi frodate per 25 milioni di euro (15 dei quali sono stati recuperati), 24 arresti e 674 indagati, con 3.741 presunti truffatori online denunciati.

Sono stati, inoltre, monitorati 36 mila spazi online nell’ambito dell’azione di contrasto al cyberterrorismo. Il 3 luglio 2020 è stato organizzato un “Action Day”, che ha coinvolto unità specializzate del Centro Europeo Antiterrorismo (ECTC) e i rappresentanti di 18 Paesi, tra cui 13 Stati membri dell’Unione Europea e 5 Paesi extra UE. Questo ha avuto come obiettivo la rimozione di contenuti online creati o utilizzati come materiale didattico per ispirare e commettere attacchi nel contesto del terrorismo di matrice jihadista, nonché dell’estremismo razziale, antagonista ed anarchico. 

Gli esperti della Sezione Cyberterrorismo hanno rilevato diversi contenuti online tra cui manuali e tutorial su come preparare ed attuare attacchi terroristici, come selezionare gli obiettivi, come utilizzare le armi e costruire bombe. Alcuni dei documenti individuati contenevano anche le istruzioni su come rimanere anonimi online e su come evitare di essere individuati durante la pianificazione di un attacco terroristico. Al termine di questa attività di indagine, anche a carattere sovranazionale data la natura internazionale del fenomeno, sono state segnalate e rimosse 1.724 indirizzi web riconducibili a 113 piattaforme utilizzate per la propaganda jihadista, 182 indirizzi su 67 piattaforme web nell’ambito dei contenuti riferibili all’area dell’estremismo di destra e di quello antagonista e anarchico.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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