Cina: la prima visita all’estero di Wang Yi sarà in Africa

Pubblicato il 4 gennaio 2021 alle 15:52 in Africa Cina

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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha iniziato, il 4 gennaio, la sua prima visita ufficiale del 2021 recandosi in Africa, dove visiterà cinque Paesi, la Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, il Botswana, la Tanzania e le Seychelles.

Secondo quanto annunciato dalla portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, il 4 gennaio, nel 2020, l’amicizia sino-africana ha superato il test del coronavirus, raggiungendo nuovi apici. Nel 2021, secondo le parole di Hua, la Cina continuerà a sostenere l’Africa nella lotta alla pandemia, nella ripresa economica, nella realizzazione dei progetti sino-africani nell’ambito delle Nuove Vie della Seta e nella creazione di una comunità ancor più unita sino-africana. Durante i suoi incontri con i leader dei cinque Paesi africani, Wang dovrà poi discutere dei preparativi per il prossimo Forum sulla cooperazione Cina-Africa che sarà ospitato dal Senegal nel corso del 2021.

Secondo più analisti citati dal South China Morning Post,  la visita di Wang servirà anche a portare avanti la cosiddetta “diplomazia dei vaccini” della Cina e a rassicurare i Paesi africani rispetto alla protrazione dell’impegno cinese nel finanziamento di progetti infrastrutturali nel continente, nonostante la crisi del debito che sta affrontando.

La crisi economica determinata dalla diffusione a livello globale del coronavirus ha spinto l’Africa sud-sahariana in recessione per la prima volta negli ultimi 25 anni, con molti Paesi alle prese con gravi crisi economiche e che hanno richiesto alleggerimenti dei propri debiti agli Stati del Gruppo dei 20, compresa la Cina. In tale quadro di incertezza, alcuni analisti hanno previsto che vi sarà un rallentamento dei finanziamenti concessi dagli istituti cinesi, quali la Exim Bank of China e la China Development Bank, per la realizzazione dei progetti nel quadro delle Nuove Vie della Seta, con richieste di prove rispetto alla redditività dei progetti.

Per quanto riguarda la lotta al coronavirus, invece, la Cina si è impegnata a garantire vaccini anche ai Paesi in via di sviluppo. Fornire tali beni ai Paesi africani sarebbe un aspetto importante nella crescita del cosiddetto “soft power” cinese, soprattutto visto che i Paesi più ricchi del mondo stanno acquistando la maggior parte delle dosi disponibili a livello globale. La Cina ha più volte ribadito la necessità di rendere i vaccini disponibili per la popolazione africana il prima possibile.

Nel caso specifico della Nigeria, Wang potrebbe voler risolvere una problematica creatasi con alcuni legislatori rispetto ad alcune clausole previste per la concessione di prestiti da parte della Exim Bank che prevedevano la revoca dell’immunità per motivi di sovranità. I legislatori nigeriani temevano che ciò avrebbe potuto esporre la Nigeria al sequestro di beni in caso di default e avevano chiesto la rinegoziazione dei termini. In Tanzania, invece, Wang potrebbe cercare un riavvicinamento con la classe politica dopo che, il presidente John Magufuli ha bloccato progetti legati alle Nuove Vie della Seta, stabiliti nel 2013 e che prevedevano finanziamenti per 10 miliardi di dollari per il porto di Bagamoyo e una zona economica speciale, a causa di divergenze con il maggior operatore portuale cinese, la China Merchant Holdings International. Nel caso del Botswana, la Cina è il primo mercato di destinazione delle sue esportazioni e, per quanto riguarda le Seychelles la Cina rappresenta uno tra i principali Paesi di provenienza dei flussi turistici.

Dal 1991, il continente africano è stato sempre la prima meta dei viaggi all’estero del ministro degli Esteri cinese, a testimonianza, secondo la Cina, “dell’amicizia e della condivisione di gioie e avversità” che intercorrono tra le parti. La consueta visita di inizio anno dimostrerebbe inoltre che lo sviluppo di relazioni di cooperazioni amichevoli con l’Africa è una scelta strategica persistente della diplomazia cinese.

Durante la visita di Wang in Africa nel 2020 i colloqui si erano concentrati sul potenziamento delle relazioni sino-africane e sulla crescita degli investimenti cinesi in Africa nell’ambito delle Nuove Vie della Seta. Nel 2021, il ritorno di Wang, secondo più osservatori, servirebbe a ribadire l’intenzione di Pechino di essere ancora presente nel continente, nonostante la crisi determinata dalla pandemia e il protrarsi della guerra commerciale con gli USA, affermando che la Cina non ha messo in dubbio il proprio impegno verso l’Africa.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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