Pakistan: arrestato leader della strage di Mumbai, continuano gli attacchi terroristici

Pubblicato il 3 gennaio 2021 alle 18:30 in India Pakistan

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Un funzionario del Dipartimento anti terrorismo della provincia pakistana del Punjab ha reso noto, il 2 gennaio, che il Pakistan ha arrestato Zaki-ur-Rehman Lakhvi, uno tra i leader del gruppo armato di militanti islamici Lashkar-e-Taiba (LeT), ritenuto dagli Stati Uniti e dall’India responsabile di aver guidato il gruppo durante la strage di Mumbai del 2008. Intanto, il 3 gennaio, un attacco terroristico ha colpito la minoranza sciita hazara, uccidendo 11 persone, nella provincia del Balochistan.

Il funzionario pakistano ha specificato che Lakhvi  è stato arrestato per l’accusa di “finanziamento del terrorismo” e non per uno specifico attacco. In particolare, l’uomo avrebbe gestito un ambulatorio medico per raccogliere e poi distribuire fondi per il terrorismo. I legali dell’uomo hanno confermato l’arresto ma non hanno fornito ulteriori informazioni. Secondo una commissione per le sanzioni delle Nazioni Unite, Lakhvi sarebbe stato il capo delle operazioni del gruppo LeT e, oltre al Pakistan, sarebbe stato operativo in altre regioni e Paesi compresi l’Afghanistan, l’Iraq, la Bosnia-Erzegovina e la Cecenia.

Le autorità indiane, invece, hanno ritenuto l’uomo responsabile della strage di Mumbai, perpetrata tra il 26 e il 29 novembre 2008, quando 12 attacchi condotti in diverse zone della città  indiana avevano causato 164 vittime e 308 feriti. In quel caso, la responsabilità era ricaduta sul gruppo Lashkar-e-Taiba, fondato in Afghanistan nel 1987 e che si sospetta abbia la propria base a Muridke, vicino Lahore, nella provincia del Punjab in Pakistan. Il gruppo armato, inoltre, gestisce alcuni campi di addestramento nella regione del Kashmir che si trova sotto l’amministrazione del Pakistan e il suo obiettivo  è quello di liberare la porzione del Kashmir controllata dell’India, dove vorrebbe instaurare uno Stato Islamico per poi imporre il suo dominio su tutto il Sud-Est asiatico. Per anni, il Pakistan è stato sottoposto a forti pressioni internazionali per tentare di convincerlo ad agire contro il gruppo islamista di Lashkar-e-Taiba.

Alla luce di tali considerazioni, l’India ha chiesto per molto tempo alle autorità di Islamabad di sottoporre Lakhvi ad un processo, accusandolo della strage di Mumbai, ma il Pakistan aveva sempre affermato che Nuova Delhi non avesse fornito prove concrete per avviare un processo. L’uomo era stato arrestato nel 2008 ma era stato poi rilasciato su cauzione. Oltre a Lakhvi, le autorità indiane avevano incolpato della strage di Mumbai anche Hafiz Saeed, fondatore del gruppo LeT, il quale è stato ritenuto colpevole da un tribunale anti terrorismo pachistano dell’accusa di finanziamento del terrorismo e ha ricevuto una pena che prevede la reclusione per 5 anni, lo scorso 12 febbraio. Anche in tal caso, l’uomo aveva negato di essere coinvolto nei fatti di Mumbai ma il Dipartimento di Giustizia degli USA lo aveva identificato come terrorista e aveva posto una ricompensa di 10 milioni di dollari sulla sua cattura.

Successivamente all’arresto di Lakhvi, il 3 gennaio, nella regione pakistana del Balochistan, al confine con l’Iran e l’Afghanistan, un gruppo di minatori di etnia hazara è stato catturato da un gruppo di uomini armati nell’area di Machh, a 60 km dal capoluogo del Balochistan, Quetta, ed è stato poi giustiziato. Al momento, nessun gruppo ha rivendicato l’attacco ma l’etnia sciita hazara, a cui appartiene la maggioranza della popolazione di Quetta, è spesso bersaglio di attacchi perpetrati da militanti sunniti. La polizia e le forze paramilitari locali stanno dando la caccia agli aggressori e il premier pakistano, Imran Khan, ha condannato l’attacco definendolo un atto “codardo e disumano” di terrorismo.

Nella provincia del Balochistan sono attivi sia gruppi separatisti di etnia baloch, che da anni starebbero portando avanti insurrezioni nell’area , sia gruppi di estremisti islamici e di talebani.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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