Guerra nel Tigray: 10 milioni di dollari di investimenti egiziani danneggiati

Pubblicato il 2 gennaio 2021 alle 7:20 in Egitto Etiopia

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Alaa Al-Saqati, capo della Zona Industriale Egiziana in Etiopia, ha rivelato che Il Cairo ha in programma di portare davanti ai tribunali internazionali il governo etiope con l’accusa di aver danneggiato gli investimenti egiziani nel Paese del Corno d’Africa a causa del conflitto scoppiato nel Tigray. In una dichiarazione, ripresa il 31 dicembre dal quotidiano Al-Monitor, Saqati ha specificato che la decisione sarebbe stata presa dopo un incontro con i rappresentanti dell’ambasciata etiope al Cairo, il 16 dicembre, a seguito della quale non sarebbe stato trovato alcuno sviluppo positivo per risolvere la crisi degli investimenti egiziani in Etiopia, specialmente nella regione del Tigray, sconvolta da settimane di conflitto armato.

I funzionari dell’ambasciata etiope non hanno fornito una data specifica e vincolante che indichi la ripresa delle attività egiziane nella regione e Saqati ha sottolineato che le fabbriche nel Tigray sono chiuse da oltre quattro mesi. “Durante l’incontro, i funzionari dell’ambasciata etiope hanno parlato dei benefici e dei vantaggi che la Legge sugli Investimenti offre agli investitori in Etiopia, ma gli investimenti esistenti stanno affrontando uno stato di forte ambiguità alla luce della situazione attuale e dell’esito del conflitto armato ancora in corso”, ha dichiarato Saqati al quotidiano egiziano.

I media etiopi hanno riferito, il 19 dicembre, che un incontro virtuale del Consiglio d’affari egiziano-etiope, organizzato dall’ambasciata di Addis Abeba al Cairo, si era tenuto alla presenza di funzionari etiopi e di uomini d’affari di entrambi i Paesi. Durante l’incontro, Marcus Tekeli, ambasciatore dell’Etiopia al Cairo, ha sottolineato la sua intenzione di “affrontare le sfide che gli uomini d’affari devono fronteggiare” e ha ribadito la “necessità di rafforzare la cooperazione commerciale e gli investimenti tra i due Stati”. Nel corso della videoconferenza, Aschalew Tadesse, direttore della promozione degli investimenti diretti esteri presso l’Ethiopian Investment Commission, ha presentato la nuova Legge Etiope sugli Investimenti, oltre alle opportunità commerciali e agli strumenti che i due Paesi possono sfruttare per il reciproco sviluppo.

Lo scontro armato tra le forze federali etiopi e quelle del Tigray ha diffuso un senso di preoccupazione nella regione dell’Africa orientale negli ultimi due mesi. In più, l’escalation degli eventi nel nord dell’Etiopia ha inferto un duro colpo agli investimenti del Cairo, soprattutto a seguito dell’evacuazione dall’area di molti residenti di nazionalità egiziana.

L’ambasciata egiziana in Etiopia ha affermato, in una dichiarazione del 18 novembre, di aver compiuto sforzi notevoli per evacuare i suoi lavoratori dopo lo scoppio degli scontri, nonostante il pieno sostegno degli uffici delle Nazioni Unite ad Addis Abeba e del Comitato internazionale della Croce Rossa, in coordinamento con le autorità etiopi competenti.

Per quanto riguarda il volume degli investimenti egiziani in Etiopia, Saqati, che gestisce diversi progetti nel Tigray, ha rivelato al quotidiano Al-Monitor che si parla di “circa 10 milioni di dollari” solo nella regione, mentre gli investimenti egiziani totali in Etiopia hanno superato “750 milioni di dollari tra il 2010 e il 2018”. L’uomo, che è anche il vicepresidente della Federazione egiziana delle associazioni di investitori, ha affermato che 25 dipendenti egiziani e 5 ingegneri sono tornati in Egitto dopo il recente scoppio di scontri armati nel Tigray, sottolineando la necessità di protezione per gli investitori egiziani in Africa. Saqati ha poi spiegato che gli investitori sono stati fortemente colpiti dagli eventi armati in corso nella regione e che le fabbriche hanno smesso di funzionare.

Al-Monitor ha rivelato che, il 16 dicembre, sarebbe stato diffuso un documento interno dell’Unione Europea secondo il quale il blocco starebbe decidendo di sospendere il pagamento di 90 milioni di euro di sostegno al bilancio all’Etiopia per via del conflitto in corso nel Tigray. L’operazione militare avviata dall’esercito etiope nella regione settentrionale del Paese è stata accolto con molte critiche.

Saqati ha confermato che la decisione egiziana di ricorrere ai tribunali internazionali sarebbe volta a preservare i diritti degli investitori e dei lavoratori dell’Egitto, danneggiati dalle pesanti perdite subite dallo scoppio del recente conflitto in Etiopia. L’ambasciata etiope al Cairo non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale dopo l’annuncio che il Paese sarebbe stato citato in giudizio a livello internazionale per le perdite degli investimenti egiziani nella regione del Tigray. Secondo Saqati, le imprese egiziane hanno costruito, dal 2015, con la collaborazione di partner etiopi, due stabilimenti su un’area di 10.000 metri quadrati nel Tigray, uno per la produzione di trasformatori elettrici e l’altro per la produzione di mobili in legno.

La crisi degli investitori egiziani in Etiopia arriva in un momento in cui i rapporti tra i due Paesi stanno vivendo ulteriori tensioni a causa della crisi della Grand Ethiopia Renaissance Dam. Il Cairo, in particolare, teme l’impatto della diga etiope sulla sua quota di acqua del fiume Nilo Azzurro, da cui dipende più del 90% degli egiziani. I negoziati tra i due Paesi, con la partecipazione del Sudan, sono in corso da circa 10 anni ma non sono ancora sfociati in un accordo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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