Algeria: Tebboune firma la nuova Costituzione

Pubblicato il 2 gennaio 2021 alle 18:30 in Africa Algeria

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Il presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha firmato la nuova Costituzione del Paese il primo gennaio, secondo quanto dichiarato dall’Ufficio presidenziale di Algeri che ha definito il documento “una pietra miliare per la nuova Algeria”. La nuova Costituzione entrerà in vigore non appena sarà pubblicata nella gazzetta ufficiale.

Gli emendamenti alla Costituzione firmati da Tebboune erano stati sottoposti al volere popolare lo scorso primo novembre, in occasione di un referendum a seguito del quale il 66,8% dei partecipanti al voto, corrispondente al 15% circa della popolazione, aveva sostenuto le modifiche. L’affluenza alle urne era stata inoltre la più bassa nella storia del Paese, attestandosi al 23,84% degli aventi diritto al voto, sia a causa della diffusione dell’epidemia di coronavirus, sia per gli appelli a boicottare le votazioni promossi dal movimento Hirak.

Quest’ultimo aveva lanciato ampie manifestazioni popolari dal 22 febbraio 2019 per opporsi all’allora presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, il quale voleva proporsi per un quinto mandato consecutivo. In seguito alle proteste, Bouteflika aveva rassegnato le proprie dimissioni il 27 aprile 2019 e il movimento Hirak aveva iniziato a chiedere un cambiamento generale del sistema di governo in vigore, adottato una volta che l’Algeria era diventata indipendente dal dominio coloniale francese, nel 1962.

Secondo le istituzioni algerine, e lo stesso Tebboune, la nuova Costituzione avrebbe risposto alle richieste del movimento Hirak pur mantenendo in vigore il regime presidenziale algerino e i poteri dell’Esercito. Africa News ha sottolineato che, pur enfatizzando una serie di diritti e libertà, la nuova legge fondamentale algerina amplierà le competenze presidenziali e militari e, lo stesso Hirak, prima del referendum, aveva sostenuto che le modifiche proposte da Tebboune fossero un semplice “cambiamento di facciata”. Per il movimento, la svolta richiesta avrebbe dovuto riguardare le classi politiche al potere, tuttora legate all’ex presidente Bouteflika.

Gli emendamenti costituzionali in questione hanno riguardato principalmente sette ambiti relativi a diritti e doveri dei cittadini, etica della vita pubblica, lotta contro la corruzione, rafforzamento della separazione e dell’equilibrio dei poteri, maggiore controllo parlamentare, aumento dell’indipendenza della magistratura, promozione della parità tra cittadini di fronte alla legge e consacrazione costituzionale dei meccanismi di organizzazione delle elezioni. Per Tebboune, i cambiamenti consentiranno di evitare tutte le forme di autorità unilaterale e garantiranno la separazione dei poteri, limitando i mandati presidenziali a due consecutivi e prevedendo la creazione della carica di vicepresidente, nominato dal capo di Stato stesso. Per quanto riguarda poi la promozione dei diritti e delle libertà dei cittadini, sarà previsto il cosiddetto “diritto al risarcimento” per chiunque venga arrestato e detenuto in modo arbitrario, così da consentire la libertà di riunione e di dimostrazione, garantendo anche una maggiore libertà di stampa in tutte le sue forme

Il 75enne Tebboune, eletto il 12 dicembre 2019, è tornato in Algeria lo scorso 29 dicembre, dopo aver passato due mesi in Germania, dove si era recato il precedente 28 ottobre per essere curato dopo aver contratto il coronavirus. Prima di firmare la Costituzione il primo gennaio, il presidente ha firmato il bilancio per il 2021 dell’Algeria, lo scorso 30 dicembre, che prevede sostegni per le fasce della popolazione maggiormente a rischio. Al momento, il Paese sta affrontando un periodo di incertezza dal punto di vista economico, politico e sanitario. Tale situazione è anche frutto degli effetti della pandemia di coronavirus e, a tal proposito, Algeri spera di iniziare ad inoculare il vaccino russo Sputnik V nel mese di gennaio e ha disposto un totale di 150 milioni di dollari per l’acquisto di vaccini.

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Camilla Canestri

di Redazione

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