Rep. Dem. del Congo: oltre 25 morti in un attacco nell’Est del Paese

Pubblicato il 1 gennaio 2021 alle 16:25 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Il rappresentante del governatore del territorio di Beni, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, Sabiti Njiamoja, ha reso noto, il primo gennaio, che almeno 25 persone sono state uccise in un attacco perpetrato, secondo le autorità, da parte dei ribelli delle Allied Democratic Forces (ADF), il 31 dicembre.

In particolare, la vicenda ha riguardato un gruppo di coltivatori si era recato nei campi del villaggio di Tingwe e che è stato attaccato dai ribelli delle ADF. Secondo il rappresentante della società civile locale, Bravo Muhindo, alcune persone sono state rapite mentre le vittime sono state più di 25, molte tra le quali sono state decapitate. Il primo gennaio, la squadra di salvataggio intervenuta sul posto ha ritrovato alcuni tra i corpi delle vittime gettati tra i cespugli. Prima dell’attacco, l’Esercito della Repubblica Democratica del Congo stava inseguendo i combattenti delle ADF quando si è imbattuto nei corpi delle vittime.

Di recente, i cittadini dell’area abitata di Beni e dei villaggi circostanti hanno lamentato un aumento degli attacchi delle ADF e hanno chiesto maggiore sicurezza. Il gruppo è formato da ribelli armati ugandesi ed è attivo dagli anni ‘90 nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove è stato stimato siano presenti circa 100 organizzazioni ribelli. Le AFD nello specifico raccoglierebbero fondi grazie al traffico di legname e più funzionari della Repubblica Democratica del Congo sospettano che alcuni membri dell’Esercito siano loro complici in occasione di alcuni raid.

Nel 2019, l’Esercito della Repubblica Democratica del Congo ha lanciato una campagna militare contro i ribelli e i combattenti attivi nel Paese che sono stati dislocati e che hanno cercato rifugio nel Congo orientale. I ribelli hanno risposto all’offensiva militare aumentando gli attacchi perpetrati e uccidendo oltre 1.000 persone tra il 2019 e il 2020, secondo dati delle Nazioni Unite. Lo scorso luglio, l’Onu ha affermato che gli attacchi delle AFD potrebbero rappresentare delitti contro l’umanità e crimini di guerra.

Nonostante le ADF non abbiano mai rivendicato formalmente gli attacchi, dal mese di aprile del 2019, lo Stato Islamico ha affermato che più attentati avvenuti nel Paese fossero stati perpetrati in suo nome dalle ADF. Tuttavia, il legame tra le due organizzazioni non è ancora chiaro in quanto più ricercatori e analisti hanno affermato che manchino prove concrete che colleghino i due gruppi. 

In generale, dall’inizio del 2020, le violenze perpetrate dagli oltre 100 gruppi armati presenti nell’Est della Repubblica Democratica del Congo ha costretto oltre mezzo milione di persone residenti nell’area a scappare e ad abbandonare le proprie abitazioni, creando un’ondata di profughi in costante crescita. Unitamente ai gruppi armati, poi, sempre secondo le Nazioni Unite, anche le forze armate governative sono state accusate di aver commesso gravi violazioni, tra cui omicidi e violenze sessuali.

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Camilla Canestri

di Redazione

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