Coronavirus: l’India pronta ad approvare il vaccino Oxford-AstraZeneca

Pubblicato il 1 gennaio 2021 alle 20:30 in Asia India

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Un gruppo di esperti incaricati dal governo dell’India ha approvato il vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’azienda AstraZeneca e dall’Università di Oxford per l’utilizzo d’emergenza, il primo gennaio, e, probabilmente, il Paese inizierà le inoculazioni già dal prossimo 6 gennaio, secondo quanto riferito da due fonti interne alle autorità di Nuova Delhi, rimaste anonime, all’agenzia di stampa Reuters.

Il gruppo di esperti invierà le proprie valutazioni all’autorità che regolamenta i farmaci indiana, la Drugs Controller General of India (DCGI), la quale dovrà poi esprimersi in merito e a quel punto vi sarà un annuncio ufficiale da parte delle autorità indiane.

Secondo le informazioni finora fornite, Nuova Delhi vorrebbe avviare l’inoculazione quanto prima e vaccinare 300 milioni di persone nei primi otto mesi del 2021. L’India è il secondo Paese al mondo per numero di contagi da coronavirus dopo gli Stati Uniti e, ad oggi, ha registrato un totale di 10.286.709 infezioni e di 148.994 decessi, su una popolazione che conta circa 1,35 miliardi di persone. Nonostante la curva del contagio sia in discesa rispetto al mese di settembre scorso i numeri dell’India restano alti. Per quanto riguarda la somministrazione interna, dal 21 ottobre scorso, Nuova Delhi sta sviluppando il proprio piano per l’inoculazione del vaccino che coinvolgerà in primo luogo i singoli Stati.

Il vaccino Oxford-AstraZeneca è già stato approvato nel Regno Unito e in Argentina e, dati il suo costo relativamente basso e la maggiore semplicità di conservazione rispetto ad altri, potrebbe rappresentare un’importante soluzione per l’immunizzazione globale. Più Paesi a livello internazionale, in particolar modo quelli con sistemi sanitari meno efficienti, starebbero riponendo grandi speranze nel prodotto di Oxford-AstraZeneca che, diversamente dal vaccino Pfizer-BioNTech che richiede temperature di conservazione dai 60 ai 90 gradi sotto zero, può essere conservato e trasportato con l’ausilio di sistemi refrigerati classici.

Da quando i primi dati riguardanti tale vaccino sono stati pubblicati nel mese di novembre scorso, però, alcuni hanno messo in dubbio la sua efficacia sulla base di divergenze riguardanti il grado di successo ottenuto. Secondo l’azienda produttrice, ciò dipenderebbe dai diversi dosaggi e, in base alle autorità del Regno Unito, avrebbe un’efficacia dell’80% laddove vengano inoculate due dosi complete a tre mesi di distanza l’una dall’altra.

In India, il vaccino Oxford-AstraZeneca è prodotto dal Serum Institute of India (SII) che è il maggior produttore di vaccini a livello globale e che ha già accantonato 50 milioni di dosi. Nonostante il governo di Nuova Delhi non abbia ancora firmato un contratto d’acquisto con il SII, l’azienda ha affermato che si concentrerà prima sul mercato domestico per poi guardare a quello internazionale con particolare riferimento ai Paesi del Sud-Est Asia e all’Africa.

Oltre al vaccino Oxford-Astra-Zeneca, la Central Drugs Standard Control Organization (CDSCO) dell’India starebbe considerando anche l’approvazione dei vaccini realizzati dall’azienda indiana Bharat Biotech e dalla collaborazione tra la statunitense Pfizer con la tedesca BionTech. Quest’ultimo in particolare è stato approvato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 31 dicembre scorso, una mossa che, secondo la stessa OMS, da un lato, “aprirà le porte” a più Paesi per accelerare le proprie procedure interne d’approvazione per importare e somministrare il vaccino, dall’altro, consentirà a gruppi quali l’UNICEF e la Pan-American Health Organization di procurarsi vaccini per distribuirli nei Paesi più bisognosi.

Il coronavirus si è originato in Cina nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e poi una pandemia l’11 marzo successivo.  Al momento, a livello globale 82.572.007 persone hanno contratto il coronavirus e 1.820.841 ne sono morte. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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