Brexit: il Regno Unito è ufficialmente fuori dall’Unione Europea

Pubblicato il 1 gennaio 2021 alle 8:45 in Europa UK

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Dopo mesi di intensi negoziati, il Regno Unito è ufficialmente uscito dal mercato unico e dall’unione doganale dell’Unione Europea, a mezzanotte del 31 dicembre 2020, ovvero alle 23:00 ora locale. Parallelamente, poco prima dell’uscita, Londra è riuscita a trovare un accordo anche con Madrid per quanto riguarda lo stretto di Gibilterra.

Il periodo di transizione può dirsi concluso, e, dopo quattro anni e 27 settimane dal Referendum sulla Brexit, il Regno Unito è ufficialmente fuori dall’Unione Europea, così come desiderato dal 51,89% della popolazione britannica che, il 23 giugno 2016, aveva votato a favore dell’uscita del proprio Paese dall’organizzazione internazionale. A partire dal primo gennaio 2021, quindi, il Paese non applicherà più le norme vigenti nell’UE. Quanto accaduto è stato definito una “uscita storica” che ha diviso politicamente i britannici nel corso degli ultimi anni, e che, al contempo, ha segnato il più grande cambiamento del Paese sulla scena globale nei tempi moderni.

Da un lato, i sostenitori della Brexit affermano che la mossa renderà il Paese libero di perseguire nuove opportunità e divenire una potenza globale indipendente. Dall’altro lato, invece, i critici hanno messo in luce come uscire dall’Unione Europea significhi minare gli sforzi profusi durante decenni di integrazione e come la mossa rischi di danneggiare l’economia britannica e la posizione di Londra a livello internazionale. Da parte sua, per il primo ministro Boris Johnson si tratta di un momento straordinario. “Abbiamo la libertà nelle nostre mani e sta a noi sfruttarla al meglio”, ha dichiarato il premier nel messaggio di Capodanno.

Il voto del 23 giugno 2016 ha scatenato una crisi politica nel Regno Unito che ha posto fine alla carriera politica dei due predecessori di Johnson, Theresa May e David Cameron, oltre ad aver polarizzato la nazione, causato un aumento della xenofobia e inasprito le relazioni con il blocco europeo, definito il più grande partner commerciale. Il rapporto tra Londra e Bruxelles sarà ora ripristinato secondo i termini dell’accordo di commercio e cooperazione firmato il 24 dicembre scorso, dopo mesi di intensi negoziati. Si tratta di uno patto di libero scambio circondato da altri accordi su una serie di questioni tra cui energia, trasporti, polizia e cooperazione in materia di sicurezza.

Il patto ha scongiurato la prospettiva di una scissione caotica e garantisce che le merci possano continuare a viaggiare tra il Regno Unito e l’UE senza dazi o quote. Tuttavia, l’uscita di Londra dall’orbita di Bruxelles porterà comunque a una serie di nuove regole, anche di tipo burocratico, per gli affari. Cambierà anche il modo in cui i britannici e gli europei vivono, lavorano e viaggiano tra il Paese e il continente europeo, vista l’entrata in vigore delle nuove normative sui visti. Nella giornata del 31 dicembre, una ventina di britannici si sono radunati fuori all’ambasciata britannica a Bruxelles e hanno tenuto una veglia a lume di candela, durante la quale hanno cantato la canzone d’addio scozzese, Auld Lang Syne, per “piangere” l’uscita del Regno Unito. “Stiamo piangendo per quello che abbiamo perso. Non ho parole per quello che stiamo buttando via.” è stato affermato da uno dei cittadini.

Nel frattempo, il 31 dicembre, a poche ore dall’uscita storica, Londra è riuscita a sciogliere anche un altro nodo, trovando un accordo su Gibilterra. Obiettivo dei negoziati delle ultime settimane è stato facilitare ai lavoratori ospiti, come si chiamano a Gibilterra, l’attraversamento dell’imminente confine esterno dell’Unione Europea due volte al giorno, a partire dal primo gennaio. Ora, secondo quanto stabilito dall’accordo raggiunto il 31 dicembre, dopo circa 11 ore di intensi negoziati, la colonia britannica in territorio spagnolo sarà libera di far parte di alcuni programmi dell’UE, tra i quali Schengen. Secondo quanto stabilito in uno dei punti chiave dell’accordo, l’area della Rocca, la cui sovranità è contestata da Spagna e Gran Bretagna, rimarrà soggetta alle regole in vigore nell’area Schengen europea. L’accordo tra Spagna e Regno Unito sarà inviato a Bruxelles, dove la Commissione europea avvierà negoziati con Londra per trasformarlo in un trattato. Si prevede che quest’ultimo potrebbe essere firmato entro circa sei mesi.

Per la ministra degli Esteri spagnola, Arancha González Laya, si è trattato di “un accordo di principio”, che consente agli abitanti di Gibilterra di “tirare un sospiro di sollievo”, visto che “la barriera è stata rimossa”. Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha dichiarato che le squadre negoziali si sono impegnate a “garantire la fluidità dei confini, il che va nell’interesse delle persone che vivono su entrambe le parti”.

 

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Piera Laurenza, interprete di inglese e arabo

di Redazione

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