Libia: l’Onu impegnata a trovare un accordo tra le parti libiche

Pubblicato il 31 dicembre 2020 alle 11:05 in Africa Libia

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Le Nazioni Unite hanno presieduto, il 30 dicembre, un nuovo round del Forum di dialogo politico, il cui obiettivo è formare gli organismi esecutivi per la fase di transizione libica. Tra gli ultimi risultati, è stata istituita una nuova commissione consultiva, volta a incoraggiare le parti libiche a superare le divergenze fra loro.

L’incontro del 30 dicembre, svoltosi in videoconferenza, ha visto, ancora una volta, la partecipazione dell’inviata dell’Onu ad interim, Stephanie Williams, la quale ha specificato che la commissione consultiva sarà composta da 15 dei 75 membri del Forum di dialogo politico. L’obiettivo, è stato affermato, è trovare un accordo su questioni che risultano essere tuttora controverse, così da garantire la prosecuzione del percorso politico verso le elezioni legislative e presidenziali stabilite per il 24 dicembre 2021. Queste ultime, ha affermato Williams, rappresentano un traguardo che non può essere annullato e da cui non ci si può tirare indietro. A ragione di ciò, è necessario rispettare la tabella di marcia stabilita a Tunisi, in quanto il conto alla rovescia per il processo elettorale è oramai iniziato.

Rivolgendosi ai rappresentanti libici partecipanti al Forum, Williams ha evidenziato come, nelle ultime settimane, il processo politico libico abbia assistito ad una fase di stallo e, a detta dell’inviata, sarà difficile proseguire e raggiungere risultati se l’approccio adottato nel corso del dialogo continuerà a basarsi su “calcoli di perdite e profitti”. Il riferimento va alle divergenze nate all’interno del Forum sui meccanismi di elezione dei membri del nuovo governo unitario e del futuro Consiglio presidenziale. Sono due le proposte al vaglio, raggiungere la soglia del 61%, con un tasso di supporto del 50% +1 a livello regionale, o una soglia di due terzi, pari a 50 voti, per la nomina dei diversi candidati.

Ad oggi, i partecipanti al Forum non sono riusciti a trovare un accordo, ma, secondo Williams, il processo politico non potrà continuare all’infinito. A detta dell’inviata, ciò di cui la Libia ha bisogno non è un’equazione per la suddivisione del potere, bensì una formula che consenta a tutti gli attori coinvolti di condividere responsabilità comuni, così da guidare il Paese verso le elezioni in modo inclusivo. Il processo elettorale, è stato specificato, rappresenta un “obiettivo chiaro” che potrà essere raggiunto solo unificando le istituzioni libiche. Alla luce di ciò, Williams, in qualità di mediatrice all’interno del dialogo politico, ha affermato che le Nazioni Unite continueranno a sostenere la Libia verso il raggiungimento del suddetto obiettivo e, per fare ciò, è necessario formare una sottocommissione consultiva attraverso cui promuovere un accordo tra i diversi partecipanti.

Nel frattempo, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha inviato una lettera agli Stati membri del Consiglio di Sicurezza, in cui ha proposto la formazione di comitato di osservatori internazionali, volto a sostenere la tregua in Libia e a facilitare l’allontanamento dei combattenti stranieri dal Paese Nord-africano, così da porre fine a una guerra decennale. Tale commissione, ha specificato il Segretario, sarà formata sia da civili sia da militari in pensione legati ad organizzazioni internazionali, come l’Unione Africana, l’Unione Europea e la Lega Araba. Nel frattempo, tutti gli attori locali, regionali e internazionali coinvolti nella crisi libica sono stati esortati a rispettare le disposizioni dell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre e l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite.

La Libia è testimone di una perdurante crisi dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Dopo il cessate il fuoco annunciato il 21 agosto dal premier del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il 23 ottobre le delegazioni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) e dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), partecipanti al Comitato militare congiunto 5+5, hanno siglato un accordo con cui si sono ufficialmente impegnate a garantire una tregua permanente nel Paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Ciò ha dato nuovo slancio ad una mobilitazione politica che ha visto attori libici riunirsi in diverse sessioni di dialogo. Tra queste, il Forum di dialogo politico, il cui primo round si è svolto a Tunisi dal 9 al 15 novembre, e ha portato alla definizione di una tabella di marcia “verso la democrazia”. In particolare, è stata definita la data delle prossime elezioni, le quali porteranno alla formazione dei nuovi organismi esecutivi, in cui, diversamente da ora, la figura del capo del governo verrà separata da quella del capo del Consiglio presidenziale. Un altro risultato di natura politica è stato raggiunto l’8 dicembre, quando i membri delle Camere parlamentari di Tobruk e Tripoli hanno tenuto la prima riunione formale congiunta. Si è trattato del primo incontro dopo il summit di Tangeri, svoltosi dal 23 al 28 novembre, al termine del quale i deputati delle due Camere, fino ad allora divise, hanno prestato giuramento per porre fine alle divisioni interne al Paese, iniziando dalla convocazione di una seduta parlamentare unica.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione