Immigrazione: appello dell’Italia alla Bosnia-Erzegovina

Pubblicato il 31 dicembre 2020 alle 16:44 in Balcani Italia

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Il Ministero degli Esteri italiano ha riferito che sta seguendo da vicino la situazione in Bosnia-Erzegovina dopo l’incendio e la chiusura del campo di accoglienza di Lipa.

Il 23 dicembre, un incendio – presumibilmente appiccato dai migranti del campo – ha distrutto la maggior parte delle tende della struttura. Da allora, circa 1.000 persone sono state lasciate ad affrontare temperature molto basse e abbondanti nevicate senza acqua corrente e impianti di riscaldamento. Il campo di Lipa è stato più volte criticato per le sue condizioni di vita “disumane”. È stato aperto come rifugio temporaneo per i mesi estivi e doveva essere chiuso per lavori di ristrutturazione invernale. L’UE, che ha sostenuto la Bosnia con 60 milioni di euro per gestire la crisi e ha promesso altri 25 milioni di euro, ha avvertito che c’è il rischio un’imminente crisi umanitaria nel Paese. Quasi 10.000 migranti dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente sono bloccati in Bosnia, e molti cercano di attraversare il confine nella vicina Croazia, un Paese membro dell’UE.

“La condizione umanitaria dei migranti e richiedenti asilo che sono al momento privi di alloggio e di accesso ai servizi essenziali desta grande preoccupazione”, secondo il Ministero degli Esteri italiano. A tale fine, la Farnesina ha disposto uno stanziamento fino a 500.000 euro a favore della Croce Rossa che sta operando sul terreno ed ha chiesto alla Commissione Europea di attivarsi per alleviare le sofferenze delle persone coinvolte. “L’Italia esorta le Autorità della Bosnia-Erzegovina, centrali e locali, a individuare con assoluta urgenza una soluzione che possa permettere la necessaria assistenza ai migranti e ai richiedenti asilo, soprattutto in considerazione delle attuali condizioni climatiche e delle difficoltà connesse alla pandemia Covid-19”, ha aggiunto il Ministero.

Gia il 28 dicembre, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) aveva denunciato il rischio di una “catastrofe umanitaria” nel Nord-Ovest della Bosnia-Erzegovina, sottolineando che circa 3.000 migranti erano senza riparo e vagavano alla ricerca di un rifugio a temperature abbondantemente sotto lo zero. Le agenzie umanitarie avevano già avvertito le autorità della Bosnia che migranti e richiedenti asilo sarebbero stati esposti a rischi significativi se non fosse stato trovato un riparo adeguato prima dell’inverno. Tuttavia, “nessuna soluzione, temporanea o meno, è stata proposta dalle autorità fino ad ora”, ha sottolineato la dichiarazione firmata da un gruppo di agenzie umanitaria. La tendopoli di Lipa ospitava almeno 1.500 persone. Ora, circa 500 sono rimaste bloccate in quello che resta della struttura e almeno altre 2.000 vivono in edifici abbandonati e in campi improvvisati nella regione.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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