Dipartimento di Stato USA approva una nuova vendita di armi a Riad

Pubblicato il 31 dicembre 2020 alle 18:01 in Arabia Saudita USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Dipartimento di Stato degli USA ha approvato una potenziale vendita di 3.000 munizioni di precisione al Regno dell’Arabia Saudita, in un accordo del valore di 290 milioni di dollari. 

La notizia è stata riferita il 29 dicembre dall’agenzia di stampa Reuters, che cita fonti del Pentagono. La vendita arriva negli ultimi giorni del mandato del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Da parte sua, il nuovo presidente eletto, Joe Biden, si è impegnato a fermare la vendita di armi all’Arabia Saudita, il più grande compratore di armi statunitensi in Medio Oriente, nel tentativo di fare pressioni su Riad per porre fine alla guerra in Yemen. Il pacchetto dovrebbe includere 3.000 GBU-39 Small Diameter Bomb I (SDB I), contenitori, attrezzature di supporto e ricambi. 

Secondo le autorità statunitensi, la vendita migliorerà la capacità dell’Arabia Saudita di far fronte alle minacce attuali e future aumentando le sue scorte di munizioni aria-terra di precisione a lungo raggio. In tale contesto, si ritiene che le dimensioni e la precisione dell’SDB I consentano un intervento preciso e efficace, con minori danni collaterali. Lo stesso 29 dicembre, l’Agenzia di Cooperazione per la Sicurezza e la Difesa del Pentagono ha notificato al Congresso la possibile vendita. Nonostante l’approvazione del Dipartimento di Stato, il contratto non è ancora stato firmato. 

Le forti relazioni USA-Arabia Saudita sono state un pilastro della politica mediorientale dell’amministrazione del presidente uscente. Trump ha anche difeso personalmente il principe ereditario del Regno, Mohammed Bin Salman, dalle critiche relative alla scarsa tutela dei diritti umani dell’Arabia Saudita. Tra le principali questioni che hanno suscitato clamore a livello internazionale è possibile citare questioni che vanno dall’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi alla partecipazione alla guerra in Yemen. 

A proposito della vendita di armamenti nel Golfo, il 9 dicembre, il Senato degli Stati Uniti ha provato a bloccare una vendita di armi da oltre 23 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti, nonostante le obiezioni bipartisan riguardanti l’inclusione di caccia F-35 e droni nella transazione. Alcuni senatori hanno sostenuto che la vendita di attrezzature per la difesa, che il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha formalmente autorizzato a seguito degli “Accordi di Abraham” per la normalizzazione delle relazioni tra EAU e Israele, firmati il 15 settembre.

Grazie a questa vendita, proposta dall’amministrazione del presidente Donald Trump, gli Emirati Arabi Uniti diventerebbero la prima nazione araba – e il secondo Paese in Medio Oriente, dopo Israele – a possedere i caccia da guerra invisibili statunitensi. Il fine dichiarato della Casa Bianca è quello di rafforzare il fronte anti-iraniano in Medio Oriente. Il Congresso ha immediatamente mostrato la volontà di fermare tale transazione. 

Tuttavia, il 9 dicembre, il Senato non è riuscito a raggiungere la maggioranza di 51 voti necessaria per l’approvazione di una risoluzione che bloccasse la transazione. Con 47 voti a favore e 49 contrari, la norma non è stata approvata. In ogni caso, la Casa Bianca avrebbe potuto bloccarla con il veto, se non fosse stata raggiunta una maggioranza dei due terzi. Il tentativo del Senato, insieme all’ampio sostegno bipartisan al disegno di legge annuale sulla Difesa, ostacolato dal presidente degli Stati Uniti poiché considerato “debole” e incompleto, mostra una netta divisione tra il ramo esecutivo e quello legislativo nelle ultime settimane della presidenza Trump. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.