Casi Covid in aumento: Cuba limita gli ingressi a turisti da USA e Messico

Pubblicato il 31 dicembre 2020 alle 10:27 in America Latina Cuba

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo di Cuba ha deciso di adottare nuove misure per far fronte alla diffusione dell’epidemia dopo l’apertura dei suoi confini, due mesi fa. Il ministero della Salute pubblica dell’Avana ha annunciato che, a causa dell’aumento dei casi importati, il Paese limiterà l’ingresso ai viaggiatori provenienti da Stati Uniti, Messico, Panama, Repubblica Dominicana, Bahamas e Haiti a partire dal 1° gennaio.

La misura è stata adottata dopo che domenica 27 dicembre Cuba ha registrato un record di 229 casi, di cui 136 avevano una fonte di infezione all’estero. La decisione di limitare il turismo arriva nonostante il fatto che Cuba continui a esibire cifre COVID-19 invidiate dagli altri paesi della regione. Con 11,2 milioni di abitanti, l’isola ha registrato 11.434 casi e 143 morti fino allo scorso fine settimana, ben al di sotto della realtà della Repubblica Dominicana con 167.400 casi e 2.400 morti, di Panama, che ha 233.700 casi e 3.890 morti, o del Messico, che è vicino a 1,4 milioni di infezioni e accumula più di 123.000 morti.

Inoltre, dal 10 gennaio, tutti i viaggiatori in arrivo a Cuba da qualsiasi destinazione dovranno fornire un test PCR negativo eseguito 72 ore prima del viaggio, e sottoporsi ad altri due test sull’isola: uno in aeroporto e un altro fatto quattro giorni dopo. Fino a quando non ricevono la conferma di non essere positivi, i passeggeri, turisti o residenti a Cuba, devono essere messi in quarantena nel luogo in cui soggiornano.

Secondo le autorità sanitarie la diffusione dell’epidemia è aumentata con l’apertura degli aeroporti e l’arrivo dei voli internazionali, con casi importati che già rappresentano il 71,5% di quelli rilevati nelle ultime settimane. La maggior parte di questi, afferma il governo, sono associati a cittadini cubani che tornano sull’isola o viaggiano per visitare i loro parenti dai paesi sopra citati, in particolare gli Stati Uniti.

Solo in Florida, che registra 1.280.000 casi positivi di Covid-19 e 21.600 decessi, vivono più di un milione di cubano-americani, e in questo momento sono migliaia che viaggiano per trascorrere le vacanze con parenti e amici. Ogni giorno all’aeroporto dell’Avana arrivano decine di voli dagli Stati Uniti, cosa che ora si tenterà di controllare, anche se non è stato ancora stato spiegato come.

“Le autorità dell’Aeronautica Civile di Cuba riadatteranno i dettagli necessari con le compagnie aeree. Non appena la situazione epidemiologica lo consentirà, la frequenza dei voli verrà progressivamente ripristinata”, ha riferito il Ministero della Salute, senza specificare se la riduzione dei viaggiatori sarà in termini di numero di passeggeri o di voli.

All’inizio della pandemia, Cuba chiuse i suoi confini e consentì solo l’arrivo di voli umanitari e cargo, adottando varie misure per prevenire la diffusione della malattia. Così ha tenuto sotto controllo la situazione per mesi, con poco più di una decina di casi giornalieri per molto tempo, ma dopo l’apertura degli aeroporti a novembre e l’arrivo di migliaia di turisti e cubano-americani, la curva di contagio è aumentata notevolmente negli ultimi giorni, con picchi di 217 giovedì 24 dicembre e  229 domenica 27.

Le autorità hanno già chiarito che nella “nuova normalità” il Paese non può essere chiuso o l’economia soffocata, poiché le entrate del turismo sono più che mai necessarie a causa della gravissima crisi che sta attraversando l’isola, aggravata dall’intensificarsi dell’embargo durante i quattro anni dell’amministrazione Trump. In questo momento la carenza di beni di consumo e le code in strada per acquistare beni di prima necessità fanno paura e, per di più, il nuovo anno arriva con la sfida di una riforma monetaria tanto attesa  che renderà più cari i prezzi di molti prodotti e servizi e significherà la fine della politica egualitaria e di sussidi che per decenni è stata la bandiera della rivoluzione castrista.

Una delle cose che ha più preoccupato le persone del cosiddetto Riordinamento, annunciato dal presidente Miguel Díaz-Canel a metà dicembre, è stato il forte aumento della tariffa del servizio elettrico, fino ad ora sovvenzionato, a partire dal 1° gennaio. Nel caso dei maggiori consumatori, la bolletta dell’elettricità sarà moltiplicata per cinque, o anche di più. Di fronte alle lamentele diffuse, ieri il principale responsabile economico del Governo, Marino Murillo, ha annunciato una modifica al ribasso di tutte le aliquote che sarebbero state applicate dal mese prossimo. In ogni caso i prezzi sono considerati ancora alti e in molti si chiedono come faranno a sbarcare il lunario dopo aver pagato l’elettricità e il gas, anche questo oggetto di un significativo rincaro.

Nell’attuale contesto cubano l’equilibrio tra crisi sanitaria e crisi economica è simile a quello del resto del mondo: con le aperture crescono le infezioni, ma  con le chiusure si muore di fame. A Cuba, che dipende molto dal turismo e dai soldi che portano gli immigrati, questo dilemma tra apertura e chiusura si misura proprio negli aeroporti.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.