Siria: raid di Israele provoca vittime tra i soldati di Damasco

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 8:36 in Israele Siria

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Un soldato è morto e almeno altri 3 sono rimasti feriti a seguito di raid aerei perpetrati, presumibilmente, da Israele nella notte tra il 29 e il 30 dicembre.

Secondo quanto riportato da una fonte militare all’agenzia di stampa SANA, le forze di difesa aerea siriana sono riuscite a respingere l’attacco israeliano diretto verso la periferia occidentale di Damasco, e, nello specifico, verso l’area di Nabi Habeel, vicina al confine con il Libano. A detta della fonte, il missile è stato lanciato dal Nord della Galilea, all’1:30 circa tra il 29 e il 30 dicembre. A seguito dell’attacco, un soldato, membro delle forze siriane, ha perso la vita, mentre altri 3 sono rimasti feriti. Inoltre, sono stati riportati danni materiali.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha poi riferito che le forze israeliane hanno preso di mira un quartier generale delle forze di difesa aerea siriana, oltre a depositi di armi appartenenti a milizie filoiraniane, mentre, secondo fonti di intelligence, il raid mirava a colpire l’arsenale destinato a Hezbollah, riposto in un deposito su una strada adibita al commercio di armi tra Siria e Libano. In particolare, l’obiettivo di Israele era la zona di al-Zabadani, nell’Ovest di Damasco, nota per essere un collegamento impiegato per inviare armi al gruppo sciita prima dello scoppio del conflitto siriano nel 2011. A detta del SOHR, inoltre, i missili israeliani hanno preso di mira anche un battaglione di difesa aerea del regime siriano, mentre questo cercava di contrastare il bombardamento israeliano, provocando la morte di uno dei membri del battaglione e il ferimento di altri 5, di cui 2 versano in condizioni critiche.

Si tratta del secondo attacco attribuito a Israele negli ultimi sette giorni. Il primo ha avuto luogo tra il 24 e il 25 dicembre, quando le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver intercettato e colpito missili, presumibilmente lanciati da Israele, diretti verso la provincia di Hama, nell’Ovest della Siria. Obiettivo dei raid, in questo caso, era Masyaf, un’area militare considerata rilevante per le forze affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad, la quale ospita altresì un’accademia militare e un centro di ricerca scientifica. Inoltre, si presume che la zona circostante veda altresì la presenza di gruppi filoiraniani, oltre che di centri adibiti alla produzione di missili a medio e a corto raggio. È stato lo stesso SOHR a riferire che tra le vittime del 25 dicembre vi sono stati almeno 6 individui di nazionalità non siriana, ma non è chiaro se questi fossero membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) o di altri gruppi filoiraniani. Inoltre, sono stati riportati danni a 4 edifici che facevano parte di una fabbrica di armi.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Uno degli ultimi episodi risale al 25 novembre scorso, quando, per la 36esima volta nel corso del 2020, aerei da guerra, presumibilmente israeliani, hanno colpito postazioni appartenenti al regime siriano, nel Sud di Damasco e del governatorato di Quneitra, dove sono presenti gruppi affiliati a Teheran.

Israele si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. Inoltre, Teheran, a detta di Israele, starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. A tal proposito, il capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano, Aviv Kochavi, ha recentemente dichiarato che, grazie alle perduranti operazioni di Israele in Siria, la presenza iraniana nel Paese stava diminuendo. Tuttavia, ha affermato Kochavi, vi è ancora molta strada da fare per raggiungere gli obiettivi auspicati.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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