Russia e Turchia: confermata la cooperazione militare

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 17:31 in Russia Turchia

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Ankara e Mosca hanno affermato che continueranno a cooperare in ambito militare, nonostante le sanzioni imposte da Washington contro la Turchia per l’acquisto di sistemi di difesa russi.

Il riferimento va alle batterie antiaeree S-400 acquistate da Ankara, per cui, il 14 dicembre, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni, affermando di non tollerare “transazioni significative con il settore della difesa russo”. Nonostante ciò, nel corso di un incontro svoltosi, il 29 dicembre, a Sochi, nella Russia meridionale, il ministro della difesa turco, Mevlut Cavusoglu, e il suo omologo russo, Sergej Lavrov, hanno affermato di voler sviluppare i legami bilaterali tra i propri Paesi in ambito tecnico-militare.

Come dichiarato nel corso di una conferenza stampa congiunta tenutasi a margine dell’incontro, Lavrov e Cavusoglu hanno preso in esame alcuni dossier regionali, oltre che questioni riguardanti la cooperazione bilaterale in diversi campi. A tal proposito, le parti si sono dette determinate a rafforzare ulteriormente la loro partnership, basata su legami di “natura strategica” e che ha già raggiunto livelli soddisfacenti. Circa le questioni regionali di mutuo interesse, l’attenzione dei due ministri si è rivolta principalmente verso Siria e Libia.

In Siria, Lavorov e Cavusoglu si sono detti impegnati a continuare a profondere sforzi nel quadro della “piattaforma di Astana”, il quale è stato definito da Mosca “l’unico meccanismo efficace per migliorare la situazione sul campo nel Paese mediorientale, segnato da un perdurante conflitto dal 15 marzo 2011. Il riferimento va ai cosiddetti “colloqui di Astana”, in cui Turchia, Russia e Iran svolgono il ruolo di garanti. L’obiettivo principale è trovare una soluzione permanente alla guerra civile siriana, toccando altresì tematiche quali l’elaborazione di una costituzione per il “dopoguerra”, la transizione politica, la sicurezza e il ritorno dei rifugiati. Il primo incontro si è tenuto nel mese di gennaio 2017 in Turchia.

Allo stesso tempo, Mosca e Ankara sono state le firmatarie di un accordo di cessate il fuoco nella regione siriana Nord-occidentale di Idlib, siglato, il 5 marzo 2020, dal presidente russo, Vladimir Putin, e dal suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. Anche in tal caso, Lavrov e Cavusoglu hanno affermato che i propri Paesi si impegneranno ad attuare quanto stabilito dall’accordo, mentre continueranno ad incoraggiare il percorso politico e i lavori del Comitato costituzionale, il cui quinto round è previsto per il mese di gennaio 2021. Per quanto riguarda il Nord Africa e la regione del Mediterraneo orientale, Lavrov ha affermato che Russia e Turchia stanno lavorando per far avanzare il coordinamento in tutti i fascicoli regionali. In Libia, Mosca attribuisce particolare importanza al mantenimento del cessate il fuoco e all’avvio del processo politico, il quale tiene conto degli interessi e della rappresentanza delle tre regioni libiche.

Anche Cavusoglu ha evidenziato come la cooperazione turco-russa sia diventata fruttuosa in Karabakh, Libia e nella regione del Mediterraneo e ha elogiato i legami tra i due Paesi nei diversi dossier regionali. Per quanto riguarda la presenza turca nel Paese Nord-africano, il ministro turco ha affermato che questa è da considerarsi legittima e che nessuno può chiedere ad Ankara di andarsene, visti gli accordi siglati con il governo di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale. Circa i rapporti commerciali con la Russia, ha poi dichiarato Cavusoglu, l’obiettivo è aumentare il volume degli scambi a 11 miliardi di dollari, mentre i due Paesi hanno già intrapreso una collaborazione per la produzione del vaccino russo Sputnik.

Come affermato dal ministro turco il 29 dicembre, le sanzioni statunitensi imposte contro personalità di spicco dell’industria della difesa rappresentano un attacco ai diritti sovrani della Turchia. Quest’ultima, però, non si asterrà dal rafforzare ulteriormente le proprie industrie. Nel 2017, il presidente turco Erdogan aveva mediato un accordo dal valore di 2,5 miliardi di dollari con l’omologo russo Putin per l’acquisto del sistema missilistico S-400. Nonostante gli avvertimenti lanciati dagli Stati Uniti e dagli alleati della NATO, di cui la Turchia fa parte, Ankara ha ricevuto la prima delle quattro batterie missilistiche nel luglio 2019. Per via di questa decisione, gli Stati Uniti, nello stesso mese, avevano estromesso Ankara dal programma di vendita e sviluppo dei caccia F-35, i jet da combattimento di quinta generazione. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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