Libia: il ministro degli Esteri del GNA in visita a Mosca

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 11:44 in Libia Russia

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Il ministro degli Esteri del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), Mohamed Siala, si è recato a Mosca, mercoledì 30 dicembre, per incontrare il suo omologo russo, Sergej Lavrov. Nel frattempo, l’Onu ha dato il via a un nuovo round del Forum di dialogo politico.

Come riportato dal quotidiano al-Arabiya, il meeting si inserisce in un quadro che vede diversi attori internazionali, Nazioni Unite in primis, impegnati a giungere a una risoluzione della crisi libica, e in cui anche la Russia essersi inserita. Da un lato, il ministro tripolino, nel corso dell’incontro del 30 dicembre, ha affermato che La Libia, al momento, si trova ad attraversare una fase delicata. Nonostante ciò, Tripoli sta continuando a profondere sforzi per riunire le diverse componenti libiche e trovare una soluzione inclusiva, mentre prova ad allontanare le forze straniere dal Paese Nord-africano, così come stabilito dall’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre. Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, Siala ha altresì chiesto al suo interlocutore di rispettare quanto stabilito dal Comitato militare congiunto 5+5, con particolare riferimento all’allontanamento di forze straniere dai fronti libici, e, allo stesso tempo, ha invitato Mosca a riaprire la propria ambasciata a Tripoli.

Dall’altro lato, Lavrov ha ribadito la disponibilità del suo Paese a fornire tutto il supporto necessario a risolvere la crisi tra le parti libiche, e ha esortato gli attori internazionali coinvolti a coordinarsi verso il medesimo obiettivo. Al contempo, ha affermato il ministro russo, il GNA e Mosca continueranno a collaborare in una serie di ambiti, tra cui quello militare. A detta di Lavrov, i libici dovrebbero “fare una scelta storica a favore della fine del conflitto, della riconciliazione nazionale e della costruzione di uno Stato stabile e prospero”. Tuttavia, il momento sembra essere favorevole e le sorti della Libia potranno essere decise senza “esagerazioni”.

La visita di Siala a Mosca giunge in concomitanza con l’inizio di un nuovo round del Forum di dialogo politico, l’organismo che, dal 9 novembre scorso, discute dei meccanismi da adottare per formare il nuovo governo libico unificato e un nuovo Consiglio presidenziale, attualmente guidati entrambi dal premier Fayez al-Sarraj. Secondo quanto riferito da una fonte libica, durante il meeting del 30 dicembre, che si svolgerà in videoconferenza sotto l’egida delle Nazioni Unite, il comitato legale, formato da 18 dei 75 membri del Forum, sarà chiamato ad esporre le proprie considerazioni sui meccanismi di carattere legale e costituzionale da adottare per condurre il Paese verso le elezioni legislative e presidenziali del 24 dicembre 2021 e per proseguire sulla strada del percorso politico.

La Libia è testimone di una perdurante crisi dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Dopo il cessate il fuoco annunciato il 21 agosto dal premier del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il 23 ottobre le delegazioni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) e dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), partecipanti al Comitato militare congiunto 5+5, hanno siglato un accordo con cui si sono ufficialmente impegnate a garantire una tregua permanente nel Paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Ciò ha dato nuovo slancio ad una mobilitazione politica che ha visto attori libici riunirsi in diverse sessioni di dialogo. Tra queste, il Forum di dialogo politico, il cui primo round si è svolto a Tunisi dal 9 al 15 novembre, e ha portato alla definizione di una tabella di marcia “verso la democrazia”. In particolare, è stata definita la data delle prossime elezioni, le quali porteranno alla formazione dei nuovi organismi esecutivi, in cui, diversamente da ora, la figura del capo del governo verrà separata da quella del capo del Consiglio presidenziale. Tuttavia, ad oggi le discussioni del Forum si trovano ad assistere ad una fase di stallo causata da un mancato accordo sui meccanismi da adottare per la nomina dell’esecutivo. Sono due le proposte al vaglio, raggiungere la soglia del 61%, con un tasso di supporto del 50% +1 a livello regionale, o una soglia di due terzi, pari a 50 voti, per la nomina dei diversi candidati.

Si prevede che, con l’inizio del nuovo anno, le Nazioni Unite continueranno a profondere sforzi per incoraggiare le parti libiche a trovare un compromesso che consenta loro di portare avanti la fase di transizione verso le elezioni, e per definire le basi legali e costituzionali, organizzando una serie di riunioni e cicli di negoziati, alla ricerca dei una soluzione globale della crisi libica.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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