Italia-Kosovo: Di Maio a Pristina

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 18:20 in Italia Kosovo

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Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si è recato in Kosovo, mercoledì 30 dicembre, per incontrare la sua omologa, Meliza Haradinaj-Stublla, e per fare visita ai militari italiani impegnati nella missione KFOR della NATO. Di Maio ha espresso ai soldati italiani della Kosovo Force “la profonda riconoscenza del governo e dei cittadini per lo straordinario lavoro portato avanti con professionalità e altissimo senso dello Stato, anche in circostanze così difficili”.

Le parole del ministro sono state riferite dalla Farnesina tramite Twitter. Nel corso della sua visita a Pristina, capitale del Kosovo, Di Maio ha avuto colloqui sia con il comandante della missione KFOR, il generale Franco Federici, sia con la ministra degli Affari Esteri, Haradinaj-Stublla. Il capo della Farnesina, durante il suo incontro con l’omologa kosovara, ha ribadito l’impegno dell’Italia a sostegno dello sviluppo del Kosovo e della lotta contro il Covid19. “L’Italia non si è tirata indietro in questa difficile congiuntura e ha portato, grazie alle sue capacità nazionali militari nel campo medico, il proprio contributo a sostegno delle autorità kosovare nella lotta contro il coronavirus”, ha dichiarato il ministro. “Così come stiamo chiedendo alla Commissione europea di accelerare nell’acquisizione dei vaccini a beneficio dei cittadini italiani, ritengo ora importante e urgente che la Commissione, oltre alle iniziative già previste, assuma un’iniziativa dedicata nello specifico ad acquistare direttamente e al più presto ulteriori dosi vaccinali per le popolazioni dei Balcani occidentali, messe a dura prova dalla pandemia”, ha aggiunto Di Maio, salutando il contingente italiano della KFOR. 

Il 21 dicembre, l’Agenzia europea del farmaco (EMA) ha annunciato l’approvazione condizionata del vaccino Pfizer/BioNTech contro il coronavirus. Poco dopo, l’Unione Europea ne ha autorizzato la commercializzazione. Il 27 dicembre, i Paesi del blocco hanno dato il via alla campagna di vaccinazione. Il Kosovo, ad oggi, ha registrato un totale di 50.910 casi dall’inizio della pandemia e un bilancio di 1.325 morti.

Entrando nel merito del sua proposta sui Balcani, Di Maio ha sottolineato: “Come ho spiegato al Commissario europeo Varhelyi una simile iniziativa consentirebbe di: 1) assicurare un’adeguata e tempestiva copertura vaccinale anche nei Paesi dei Balcani occidentali, nell’interesse dell’Europa e specialmente dell’Italia, alla luce degli intensi contatti tra le comunità dei nostri Paesi; 2) dare ai nostri partner nei Balcani un segnale importante di vicinanza e solidarietà concreta, coerente con il nostro sostegno al percorso europeo di quei Paesi; 3) evitare che un vuoto di iniziativa europea venga riempito da altri attori concorrenti”. 

Davanti al comandante della missione KFOR, Federici, e ai militari italiani impegnati nella missione NATO, Di Maio ha infine ribadito il pieno sostegno dell’Italia al contingente internazionale, il quale, a detta del ministro, resta centrale per la sicurezza e la stabilità del Kosovo e della regione balcanica. Attiva dal giugno 1999, ai sensi della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la missione KFOR assicura, secondo quanto si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano, “libertà di movimento e un ambiente di sicurezza stabile a beneficio della popolazione kosovara”. I militari provenienti dall’Italia sono 512. Si tratta del secondo contingente più numeroso dopo quello degli Stati Uniti.

Il 17 febbraio 2008, il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, sostituendo l’amministrazione sponsorizzata dall’Onu che era stata creata dopo il bombardamento del Paese da parte della NATO nel 1999. L’azione dell’Alleanza, che ha fatto ritirare dal territorio kosovaro le forze serbe e jugoslave, aveva come obiettivo l’interruzione della dura repressione delle proteste interne da parte del governo serbo, tra cui l’uccisione e l’espulsione dei cittadini albanesi dal territorio kosovaro. La popolazione locale è composta al 90% da persone di origine albanese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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