Coronavirus: la Spagna registrerà chi rifiuta il vaccino

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 6:11 in Europa Spagna

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In Spagna chi si rifiuterà di vaccinarsi verrà inserito in un elenco speciale che sarà a disposizione degli Stati membri dell’Unione Europea, nel rispetto della privacy dei cittadini spagnoli.

Il ministro della Salute spagnolo Salvador Illa ha presentato la strategia del governo spagnolo per “invogliare” gli spagnoli a vaccinarsi. Verrà infatti istituito un registro con i nomi di tutti i cittadini e le cittadine spagnole a cui sarà stata offerta la possibilità di vaccinarsi ma che si sono rifiutati.

“Un registro del rifiuto che sarà però condiviso con tutti gli Stati membri dell’Unione Europea” fa sapere il ministro Illa.

Anche in Spagna la somministrazione del vaccino è su base volontaria ma il registro, precisa il ministro spagnolo, non sarà diverso da quello che si istituisce per altri tipi di trattamenti.

In un’intervista televisiva rilasciata all’emittente La Sexta, Illa ha inoltre specificato che il registro non sarà pubblico e che la riservatezza delle persone sarà rispettata.

In Spagna, garantisce il ministro della Salute, verrà rispettato il piano vaccinale che prevede il rispetto scrupoloso degli obiettivi di priorità.

I cittadini verranno convocati personalmente per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19, quindi in caso di rifiuto sarà semplice registrare la volontà espressa di non sottoporsi al vaccino.

“Non esiste altro modo di uscire dalla pandemia se non vaccinandoci tutti”, ha concluso il ministro spagnolo.

La Spagna, attraverso l’Unione Europea, ha firmato contratti con sette aziende, dunque sette diversi vaccini, per un totale di 140 milioni di dosi, che consentirebbero l’immunizzazione di 80 milioni di persone (la maggior parte richiede una doppia puntura). Per il 6 gennaio è prevista anche l’autorizzazione di Moderna, già approvata negli USA e, anche se non ci conosce ancora una data certa, quella di Oxford-AstraZeneca. 

La strategia consiste, come spiega María Jesús Lamas, direttrice dell’Agenzia spagnola per i medicinali, nell’avere a disposizione più dosi di quelle necessarie (la Spagna ha 46,5 milioni di abitanti), poiché essendo tutti i farmaci in fase di prova (le sperimentazioni Pfizer continuano dopo l’approvazione), in questo nel caso in cui qualcosa andasse storto ci sarebbero comunque dosi sufficienti a vaccinare la popolazione. Inoltre, poiché è previsto un pagamento anticipato, viene incentivata la produzione in modo tale che ci siano abbastanza dosi anche per i paesi in via di sviluppo. Le dosi che rimarranno in Spagna, infatti, verranno inviate proprio a quei paesi attraverso svariati accordi di cooperazione.

La Spagna ha registrato fino ad oggi 1,89 milioni di casi di Covid-19 e oltre 50.000 decessi. Questo lunedì, 28 dicembre, l’incidenza accumulata è nuovamente aumentata dopo diversi giorni di tregua. La Spagna affronta il capodanno con nuove restrizioni, preoccupa in particolare il caso delle Baleari, con un aumento del 50% dei ricoveri in terapia intensiva.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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