Cina-UE: conclusi i negoziati per l’accordo sugli investimenti

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 16:23 in Cina Europa

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La Cina e l’Unione europea (UE) hanno concluso i negoziati per l’Accordo globale sugli investimenti in seguito ad una video conferenza del 30 dicembre che è stata co-presieduta dal presidente cinese, Xi Jinping, dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michael, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. All’evento hanno partecipato anche i capi di Stato francese e tedesco, Emmanuel Macron e Angela Merkel, quest’ultima, in particolare è stata elogiata per il ruolo avuto nel corso dei dialoghi.

L’obiettivo dell’Accordo globale sugli investimenti, che si propone di essere ancorato al concetto di sostenibilità, è quello di consentire a Cina e UE un maggior accesso ai rispettivi mercati e una competizione equa, superando gli ostacoli agli investimenti e riducendo il ruolo delle aziende a proprietà statale. Tale intesa potrebbe consentire alle aziende europee maggior accesso al mercato cinese e controbilanciare le possibilità che le aziende cinesi hanno in seno all’UE. L’annuncio della conclusione dei negoziati è stato il primo passo verso la conclusione di una simile intesa ma ancora potrebbero essere necessari altri lavori tecnici.

 A conclusione dell’evento del 30 dicembre, la parte europea ha elogiato Pechino per aver preso impegni inediti per fornire certezza e prevedibilità alle aziende dell’UE alle quali la Cina ha garantito un ampio margine di accesso al proprio mercato. Bruxelles ha specificato che l’accordo lega le parti in una relazione di investimento basata sui valori e ancorata ai principi di sviluppo sostenibile e che, una volta attuato, contribuirà a bilanciare le relazioni commerciali e di investimento tra la Cina e l’UE.

Pechino consentirà agli investitori europei parità di condizioni ponendo obblighi chiari per le aziende a proprietà statale cinesi, non richiedendo trasferimenti forzati di tecnologie o pratiche simili e aumenterà la trasparenza dei sussidi. Secondo South China Morning Post, l’accordo sarebbe il più ambizioso mai contratto dalla Cina e offrirà alle aziende europee un accesso migliore a più mercati quali quelli dei veicoli ad energia nuova, della sanità privata e dei servizi cloud. Oltre a questo, l’intesa porrà condizioni per regolare le imprese statali cinesi e la trasparenza nei sussidi. Uno tra gli elementi che avevano creato impasse nei negoziati era stata la questione degli investimenti cinesi nel mercato energetico europeo e in particolare in quello nucleare. In base all’intesa raggiunta, la Cina avrà un accesso limitato al settore dell’energia dell’UE e le parti lanceranno insieme progetti di cooperazione volti a combattere il cambiamento climatico.

Durante l’incontro con il presidente cinese, i leader europei hanno comunque sottolineato la necessità di migliorare l’accesso al mercato cinese di commercianti europei in ambiti quali l’agroalimentare e il digitale e di affrontare questioni quali la capacità eccedente in nei settori dell’alluminio dell’acciaio e dell’alta tecnologia. In generale, la parte europea ha poi richiesto alla Cina di partecipare agli sforzi multilaterali di alleggerimento del debito come stabilito dal G20.

Il presidente cinese Xi ha affermato che l’accordo sino-europeo abbia dimostrato la determinazione della Cina a promuovere aperture di alto livello e fornirà alle parti ampi prospetti di cooperazione. L’intesa consentirà poi la ripresa dell’economia nella fase post-coronavirus e promuoverà il commercio a livello globale, la liberalizzazione e la facilitazione degli investimenti, aumentando la fiducia della comunità internazionale nella globalizzazione economica e nel libero scambio.

Tra le questioni che avrebbero potuto rappresentare un ostacolo per l’intesa vi è stata quella del lavoro forzato e, a tal proposito, l’UE ha dichiarato che la Cina si è impegnata ad implementare le convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) delle Nazioni Unite che ha già ratificato e a lavorare per la ratifica delle sue convenzioni fondamentali incluse quelle sui diritti umani. Ciò nonostante, i leader europei hanno comunque ribadito le proprie preoccupazioni per quanto riguarda la questione dei diritti umani in Cina, compresa la situazione ad Hong Kong.

Per essere ratificato, l’accordo necessiterà l’approvazione del Parlamento europeo che dovrà analizzare l’intesa, più legislatori europei hanno espresso preoccupazione e hanno affermato di volersi concentrare sulla questione dei lavori forzati e dei diritti umani in Cina.

L’UE e la Cina sono state impegnate in negoziati per l’Accordo globale sugli investimenti dal 2013 e dallo scorso mese di settembre hanno accelerato i lavori per raggiungere una conclusione entro la fine del 2020. Per la Cina, un’intesa di tale portata con l’UE è di grande importanza in vista dell’inaugurazione della presidenza statunitense di Joe Biden, il quale ha lasciato finora intendere che continuerà a contrastare Pechino. A tal proposito, la Commissione europea ha cercato di ridimensionare le preoccupazioni rispetto all’accordo e all’appoggio di Bruxelles verso Pechino affermando che l’accordo non intaccherà l’impegno del blocco europeo rispetto all’alleanza transatlantica che sarà necessaria per affrontare una serie di sfide poste dalla Cina.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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