Albania: Rama annuncia un “mini-rimpasto” di governo

Pubblicato il 30 dicembre 2020 alle 20:10 in Albania Europa

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Il primo ministro albanese, Edi Rama, ha annunciato cambiamenti nel suo gabinetto, nominando Olta Xhaçka nuovo ministro degli Esteri del Paese. La notizia è arrivata martedì 29 dicembre, circa quattro mesi prima delle elezioni generali e in coincidenza con la conclusione della presidenza albanese dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce). 

Xhacka è stata scelta in sostituzione del ministro ad interim, Gent Cakaj, dimessosi proprio martedì. A capo della Difesa è stato nominato Niko Peleshi, ex vice premier ed ex ministro dell’Agricoltura. Il premier ha scritto su Twitter, comunicando la decisione: “Dopo un intenso periodo di lavoro alla presidenza dell’OSCE e il grande lavoro svolto con dedizione e professionalità da Gent Cakaj come ministro ad interim, questo è il momento di passare congiuntamente il testimone ad Olta Xhacka per svolgere il compito di ministro per l’Europa e affari esteri. Nel frattempo, Niko Peleshi sarà a capo del Ministero della Difesa”.

Peleshi è stato vice primo ministro nel 2013, prefetto di Korce e, in precedenza, sindaco di Korce. Dal 2019 è deputato ufficiale del Partito socialista. Ha una laurea in ingegneria elettronica, ha lavorato nel settore privato, coprendo la posizione di capo della Camera di commercio e industria di Korce tra il 2001 e il 2004.

Cakaj, dal canto suo, ha annunciato le proprie dimissioni su Facebook, specificando che non si candiderà alle elezioni del 25 aprile. “Desidero informarvi che, martedì 29 dicembre 2020, ho presentato al Primo Ministro della Repubblica d’Albania, il Sig. Edi Rama, le dimissioni irrevocabili e con effetto immediato come Ministro facente funzione per l’Europa e gli Affari Esteri della Repubblica d’Albania”. L’ex ministro degli Esteri ad interim ha poi aggiunto: “Dopo il positivo completamento della presidenza dell’OSCE, l’apertura dei negoziati di adesione all’UE, il lavoro straordinario per assicurarsi un seggio nel Consiglio di sicurezza per il periodo 2022-2023, l’attuazione di una serie di misure senza precedenti per aumentare il ruolo degli albanesi nei Balcani occidentali e dal momento che l’Albania è sull’orlo di una campagna elettorale, nella quale non intendo candidarmi a parlamentare, ritengo che il capitolo del mio servizio a capo della diplomazia albanese sia terminato”.

Solo due settimane fa, il premier era stato costretto a cambiare anche il ministro dell’Interno dopo le dimissioni di Sander Lleshaj. La decisione era stata presa a seguito dell’uccisione, da parte di una pattuglia, di un ragazzo di 25 anni, Klodian Rreshja, in una zona periferica di Tirana, la notte dell’8 dicembre, durante il coprifuoco imposto come misura anti-Covid. Secondo la ricostruzione di alcuni media locali, Rasha sarebbe stato ucciso vicino casa, dopo essersi rifiutato di fermarsi all’alt degli agenti che stavano facendo rispettare il coprifuoco. Uno degli uomini della pattuglia avrebbe aperto il fuoco affermando di averlo fatto perché credeva che il giovane fosse armato. Le dimissioni di Lleshaj, rassegnate 48 ore dopo, non hanno evitato l’esplodere di proteste nella capitale. Centinaia di manifestanti si sono riuniti davanti alla sede del Ministero dell’Interno, il 10 dicembre, e in pochi minuti sono scoppiati gli scontri con la polizia, dove gli agenti hanno risposto lanciando gas lacrimogeni contro la folla e sparando con gli idranti. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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