Vaccino anti-COVID: Istituto Gamaleya russo sigla collaborazione con l’anglo-svedese AstraZeneca

Pubblicato il 29 dicembre 2020 alle 6:22 in Russia UK

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Il memorandum di cooperazione tra il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e la anglo-svedese AstraZeneca è stato siglato lo scorso 21 dicembre.

Nello stabilire una collaborazione tra il Centro Gamaleya e la compagnia farmaceutica AstraZeneca per lo sviluppo di una variante combinata di vaccino anti-Covid sono state messe in secondo piano tutte le questioni politiche. Ne è convinto Aleksandr Gintsburg, direttore dell’Istituto Gamaleya russo.

“Ora il Fondo russo per gli investimenti diretti, in sinergia con l’istituto Gamaleya, aiuterà AstraZeneca a rimanere tra le aziende leader. Mi sembra che sia molto vantaggioso per tutti. Su questioni del genere la politica va messa in secondo piano”, ha dichiarato Gintsburg in diretta all’emittente televisiva russa Rossiya 1, sottolineando che la Federazione Russa continuerà ad utilizzare la variante classica dello Sputnik V.

Lo scorso 21 dicembre, il Centro nazionale di ricerca N.F. Gamaleya, la società biofarmaceutica anglo-svedese AstraZeneca, il Fondo russo per gli investimenti diretti e R-Pharm hanno firmato un memorandum di cooperazione che prevedrà studi clinici congiunti di una combinazione del farmaco russo Sputnik V e AZD1222 sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford.

Entrambi i vaccini sono stati creati sulla base di vettori adenovirali, in cui è incorporata la proteina Spike del coronavirus SARS-CoV-2. Allo stesso tempo, gli adenovirus vengono privati della capacità di replicarsi: servono come sistema di rilascio del materiale genetico (antigene) nelle cellule umane.

Ad oggi, in totale, sono tre i vaccini prodotti dalla Federazione Russa.

Il primo vaccino, lo Sputnik V per l’appunto, elaborato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti, era stato registrato lo scorso 11 agosto, diventando il primo vaccino al mondo contro il coronavirus. Il vaccino prevede l’iniezione di 2 dosi con un intervallo di tre settimane. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo.

Il secondo vaccino, denominato “EpiVacCorona”, è stato ufficialmente registrato dal Centro scientifico nazionale di virologia e biotecnologie Vektor di Novosibirsk il 14 ottobre. Lo ha annunciato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Il vaccino del Centro Vektor contiene frammenti del virus, degli antigeni peptidici sintetici. Grazie ad essi il preparato genera una reazione immunitaria contro il Covid-19 e garantisce lo sviluppo di un ulteriore livello di immunizzazione.

Il terzo preparato è invece ancora in fase di sviluppo presso il Centro per la ricerca e lo sviluppo di farmaci immunobiologici M.P. Chumakov dell’Accademia delle Scienze russa. 


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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