USA e EU condannano l’arresto di una reporter cinese

Pubblicato il 29 dicembre 2020 alle 19:55 in Cina Europa USA e Canada

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L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno denunciato l’arresto della cittadina cinese che ha riportato le prime notizie dello scoppio precoce della pandemia di coronavirus dal suo epicentro, la città di Wuhan.

Il 28 dicembre, un tribunale cinese ha condannato a 4 anni di detenzione Zhang Zhan, una cittadina cinese che ha riportato notizie di prima mano della situazione nella città dove è emerso per la prima volta il coronavirus. Il suo avvocato ha dichiarato che Zhang è stata arrestata con l’accusa di “aver creato contrasti e provocato problemi”.

A tale proposito, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha condannato l’arresto e la sentenza e ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato della donna, accusando il Partito Comunista Cinese (PCC) di limitare e manipolare le informazioni sull’epidemia di COVID-19, sopratutto per quanto riguarda la città di Wuhan. “Il suo processo frettoloso, a cui gli osservatori stranieri non hanno potuto accedere, mostra quanto il PCC sia timoroso nei confronti dei cittadini cinesi che dicono la verità”, ha riferito Pompeo, aggiungendo che gli Stati Uniti sosterranno sempre il diritto dei cittadini cinesi di esprimersi liberamente.

Anche l’Unione Europea ha chiesto l’immediato rilascio di Zhang e la liberazione dell’avvocato per i diritti umani incarcerato Yu Wensheng. “Secondo fonti credibili, Zhang è stata sottoposta a torture e maltrattamenti durante la sua detenzione e le sue condizioni di salute sono gravemente peggiorate”, ha riferito in una dichiarazione un portavoce per gli affari esterni dell’UE. Separatamente, Bruxelles ha invitato la Cina a “garantire l’equità” durante il processo dei 10 attivisti di Hong Kong catturati in mare e accusati di aver tentato di fuggire a Taiwan. L’UE ha chiesto l’immediato rilascio del gruppo e il loro rapido ritorno a Hong Kong da Shenzhen, dove sono stati processati il 28 dicembre in un tribunale chiuso e senza avvocati nominati di loro scelta. Le critiche verso la Cina arrivano un giorno prima che i leader dell’UE e quelli cinesi dovrebbero concludere un accordo per dare alle aziende europee un migliore accesso al mercato cinese.

L’arresto dei 12 cittadini di Hong Kong risale allo scorso 23 agosto, quando la Guardia costiera cinese aveva riferito di aver fermato un motoscafo che stava tentando di attraversare illegalmente i confini marittimi della Cina, al largo della provincia meridionale di Guangdong, le cui autorità avevano poi specificato che i fatti sarebbero avvenuti a 50 km a Est della costa di Hong Kong. Più tardi, il governo dell’isola aveva confermato che la polizia cinese di Shenzhen e Yantian aveva arrestato 12 suoi cittadini di età compresa tra i 16 e i 33 anni per aver attraversato illegalmente il confine. 

Invece, la cittadina-giornalista Zhang faceva parte di un piccolo gruppo di persone i cui resoconti di prima mano da ospedali affollati e strade vuote hanno portato nel mondo la terribile immagine dell’epicentro della pandemia. I critici di Pechino affermano che la Cina ha deliberatamente organizzato che il processo di Zhang si svolgesse durante le festività natalizie in Occidente, per ridurre al minimo l’esposizione mediatica. “Le restrizioni alla libertà di espressione, all’accesso alle informazioni, all’intimidazione e alla sorveglianza dei giornalisti, così come le detenzioni, i processi e le condanne di difensori dei diritti umani, avvocati e intellettuali in Cina, stanno crescendo e continuano ad essere una grande fonte di preoccupazione”, ha riferito al riguardo il portavoce dell’UE.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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