Libia: Washington e Parigi incoraggiano una soluzione politica

Pubblicato il 29 dicembre 2020 alle 8:35 in Egitto Francia Libia

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Mentre l’Egitto ha ristabilito i propri rapporti con il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), il Ministero degli Esteri francese ha esortato il generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, ad astenersi da azioni ostili, impegnandosi nel raggiungimento di una soluzione politica.

“Non esiste una soluzione militare in Libia. La priorità è attuare l’accordo di cessate il fuoco raggiunto il 23 ottobre, che prevede l’allontanamento di forze e mercenari stranieri, e il completamento del processo politico, sotto la supervisione delle Nazioni Unite”, sono state le parole giunte da un portavoce del Ministero francese, il quale ha esortato gli attori coinvolti in Libia, Haftar in primis, a profondere sforzi verso la formazione di un nuovo governo e le elezioni previste per il 24 dicembre 2021. Parallelamente, anche gli Stati Uniti hanno ribadito il proprio sostegno al cessate il fuoco nel Paese Nord-africano e hanno messo in luce la necessità di garantire il successo del dialogo politico.

Questo è quanto riferito il 28 dicembre dall’ambasciatore statunitense in Libia, Richard Norland, nel corso di un incontro in videoconferenza con il presidente dell’Alto consiglio di Stato, Khaled Al-Mishri, durante il quale sono stati discussi gli ultimi sviluppi verificatisi nel panorama libico e alcune questioni di mutuo interesse. Gli USA, ha affermato Norland, desiderano rendere il processo di dialogo politico un successo e il cessate il fuoco stabile, convinti che tutto ciò alla fine porterà a uno stato di stabilità permanente, attraverso elezioni presidenziali e parlamentari e ponendo fine alle divisioni interne.

La dichiarazioni di Parigi e Washington sono giunte il giorno successivo a un incontro che, per la prima volta dal 2014, ha visto una delegazione egiziana di alto livello recarsi a Tripoli. Il meeting ha avuto luogo il 27 dicembre e, secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri tripolino, sono state prese in considerazione le modalità per favorire una ripresa delle relazioni diplomatiche tra Il Cairo e Tripoli. In tale quadro, il giorno successivo, il 28 dicembre, il portavoce del Ministero degli Esteri libico, Mohamed Al-Qiblawi, ha affermato che il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha tenuto una conversazione telefonica con il suo omologo tripolino, Mohamed Taha Siala, durante la quale ha manifestato la volontà del Cairo di sostenere la stabilità in Libia e di instaurare legami di cooperazione tra i due Paesi. Già il giorno precedente, la delegazione egiziana in visita a Tripoli si era detta concorde a organizzare incontri bilaterali tra esperti provenienti da entrambi i Paesi, così che si possano riprendere i voli e possa essere riaperta l’ambasciata egiziana a Tripoli.

Nel corso della crisi libica, l’Egitto si è posto a fianco dell’esercito di Haftar, sostenendolo a livello sia politico sia militare. Anche a seguito del cessate il fuoco, Il Cairo non è mai completamente uscito di scena. In tale quadro, il 28 e 29 settembre, era stata la città egiziana di Hurgada ad ospitare uno dei primi round dei colloqui del Comitato militare congiunto 5+5, durante il quale erano state fornite “raccomandazioni” ritenute rilevanti per la stabilizzazione del cessate il fuoco e il raggiungimento di una tregua permanente in Libia.

Parallelamente, l’Egitto, il 6 giugno scorso, aveva invitato l’esercito del governo di Tripoli e il suo alleato turco a porre fine ai combattimenti, esortando le parti impegnate nel conflitto ad allontanare le forze straniere dalla Libia. Diversi Paesi arabi ed europei, come la Francia, avevano apprezzato la mossa egiziana, ma la Turchia e le stesse forze tripoline hanno ignorato la cosiddetta “Iniziativa Cairo”. Ciò aveva portato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, il 20 giugno, ad ordinare alle proprie forze aeree di prepararsi ad un’eventuale operazione interna o esterna all’Egitto.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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