La Cambogia inaugura le estrazioni di petrolio nel proprio territorio

Pubblicato il 29 dicembre 2020 alle 13:08 in Cambogia Singapore

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Il primo ministro della Cambogia, Hun Sen, ha annunciato che il proprio Paese ha estratto petrolio per la prima volta nelle proprie acque territoriali nel Golfo del Siam, il 29 dicembre, grazie al lavoro di una joint venture realizzata dal governo della Cambogia e dall’azienda KrisEnergy di Singapore.

Il premier cambogiano ha definito la prima estrazione di greggio nel proprio Paese come “una nuova conquista per l’economia della Cambogia”, commentando l’evento dal proprio profilo Facebook, dove ha affermato che si sia trattato di “un’enorme regalo” per la propria Nazione. KrissEnergy ha poi specificato di aver avviato la produzione in un’area al largo delle coste Sud-occidentali cambogiane, di fronte alla città portuale di Sihanoukville, nel Golfo del Siam, aggiungendo che le operazioni procederanno per fasi, una volta che verranno commissionati e completati nuovi pozzi. Il direttore generale dell’azienda di Singapore ha definito l’evento una “pietra miliare strategica” per la propria compagnia, sostenendo che tutti coloro coinvolti nel progetto abbiano potuto apprendere molto da quest’esperienza.

La Cambogia, nota anche per essere il Paese più povero del Sud-Est Asia, attendeva da tempo di raggiungere questo risultato e l’area interessata dalle prime estrazioni sembrerebbe ospitare depositi petroliferi significativi che erano stati individuati per la prima volta nel 2005 da Chevron, un’azienda petrolifera statunitense.

Da allora, era stata la Chevron a negoziare con il governo di Phom Penh per avviare l’estrazione di petrolio in Cambogia ma, a causa di divergenze sulla ripartizione dei guadagni, l’azienda statunitense aveva ceduta la propria quota a KrisEnergy, che era già parte del progetto, nel 2014 per 65 milioni di dollari. In particolare, KrisEnergy aveva acquisito le partecipazioni operative di Chevron nel bacino di Khmer, nel Golfo del Siam, noto come Blocco A. Nel 2017, poi, l’azienda di Singapore e il governo di Phom Penh avevano siglato un accordo per sviluppare 3.083 km2 del Blocco A che, secondo le stime del governo cambogiano, avrebbero garantito guadagni allo Stato per circa 500 milioni di dollari in diritti di sfruttamento e tasse già nella prima fase del progetto.

Dalla scoperta delle riserve petrolifere da parte di Chevron, la Cambogia è stata definita da alcuni come il prossimo potenziale Stato-petrolifero della regione e il governo di Phom Penh ha stimato di poter estrarre centinaia di milioni di barili di greggio nelle proprie acque. Al momento, le aspettative di KrisEnergy sono modeste ed è atteso un picco della produzione che arriverà a 7.500 barili al giorno nella fase iniziale.

Più osservatori esteri avevano sollevato dubbi e preoccupazioni rispetto al modo in cui la Cambogia, che è stata spesso accusata di poca trasparenza, avrebbe potuto gestire le proprie riserve petrolifere. Rispondendo a tali affermazioni, il primo ministro Hun Sen, al potere dal 1985, ha affermato che le riserve siano una benedizione per il proprio popolo e non una “maledizione” come affermato da alcune persone “malintenzionate”.

L’economia della Cambogia è composta principalmente dalla produzione di indumenti e gran parte della popolazione è impiegata nell’agricoltura di sussistenza, versando in condizione di povertà. Alla luce di tale quadro, la situazione era stata ulteriormente minacciata dal ripristino di tariffe doganali su alcuni prodotti esportati dalla Cambogia, quali capi di abbigliamento, calzature e articoli da viaggio da parte dell’ Unione Europea (UE) che aveva accusato di violazione dei diritti umani contro i suoi opponenti politici il primo ministro Hun Sen. Viste tali difficoltà, la Cambogia si era però appoggiata alla Cina con la quale ha firmato l’Accordo di Libero Scambio Cambogia-Cina, lo scorso 12 ottobre,  che ha rappresentato la prima intesa di tale genere mai adottata da Phom Penh con un altro Paese. Oltre a questo, la Cambogia ha deciso di partecipare al progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013, e di sfruttarlo come motore per lo sviluppo nazionale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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