Il Kazakistan verso l’abolizione della pena di morte

Pubblicato il 29 dicembre 2020 alle 9:02 in Asia Kazakistan

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Il Kazakistan ha compiuto il penultimo passo prima dell’abolizione totale della pena di morte.

Il Senato del Pase più grande dell’Asia Centrale ex-sovietica ha ratificato il Secondo Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), volto all’abolizione della pena di morte.

Il documento era stato precedentemente firmato dal rappresentante plenipotenziario del Kazakistan alle Nazioni Unite, Kairat Umarov, e successivamente approvato dalla camera bassa del parlamento di Nur-Sultan.

“Presso la sede delle Nazioni Unite, il Rappresentante Permanente del Kazakistan presso le Nazioni Unite, Kairat Umarov, ha firmato il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), volto ad abolire la pena di morte. La decisione di aderire al protocollo internazionale sull’abolizione della pena di morte all’inizio della giornata è stata annunciata dal presidente del Kazakistan Qasym-Jomart Tokayev nel suo discorso al dibattito politico generale della sessione del 75° anniversario dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ha sottolineato che il Kazakistan è impegnato per l’attuazione del diritto fondamentale alla vita e alla dignità umana”- aveva affermato in un comunicato il ministero degli Esteri lo scorso 24 settembre, quando Umarov firmò il secondo protocollo opzionale dell’ICCPR.

Il ministro degli Esteri kazako Mujtar Tleuberdi ha ricordato che gli Stati che hanno ratificato il Patto internazionale sui diritti civili e politici concordano di non eseguire le condanne a morte già comminate e di adottare tutte le misure necessarie per abolire la pena di morte nella loro giurisdizione.

Allo stesso tempo, Tleuberdi ha chiarito che il Kazakistan esercita il diritto di formulare al momento della ratifica “una riserva che stabilisca l’applicazione della pena di morte in tempo di guerra a seguito di una condanna per un crimine estremamente grave di natura militare commesso in tempo di guerra”. L’abolizione della pena di morte anche dal codice penale militare richiede tempi più lunghi. Non solo altri paesi dell’ex-URSS, come la Lettonia, hanno abolito la pena di morte per reati militari in un secondo momento (nel caso di Riga, 1999 abolita per reati in tempo di pace, 2012 per reati in tempo di guerra), ma anche Paesi quali l’Italia o Malta hanno proceduto in maniera simile. Roma ha abolito la pena di morte dal codice penale militare nel 1994, 46 anni dopo averla abolita in tempo di pace, La Valletta la ha abolita per reati militari nel 2000, quasi trent’anni dopo l’abolizione in tempo di pace nel 1971. Ad oggi, paesi quali Brasile, Perù e Cile mantengono la pena di morte nei codici penali militari.

Una volta ratificata dal Senato, l’adesione del Kazakistan all’ICCPR è in attesa della firma del presidente. Una volta che Tokayev avrà firmato la norma, la pena di morte in tempo di pace sarà definitivamente abolita nel Paese.

Dal 2003 il Kazakistan ha mantenuto una moratoria sul ricorso alla pena di morte. Dal 2004 il codice penale prevede l’ergastolo come alternativa alla pena capitale.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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