Etiopia: arrestato un cameraman di Reuters

Pubblicato il 29 dicembre 2020 alle 19:05 in Africa Etiopia

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Un cameraman Reuters, Kumerra Gemechu, è stato arrestato nella capitale etiope Addis Abeba. Si tratta dell’ennesimo attacco contro i media nel Paese africano 

Secondo quanto riferisce l’agenzia stampa Reuters stessa, il motivo dell’arresto non è stato comunicato alla famiglia e la polizia non ha fornito ulteriori dettagli. Kumerra, 38 anni, ha lavorato come cameraman freelance per dieci anni. L’arresto è avvenuto il 24 dicembre e, il giorno successivo, in una breve udienza in tribunale, dove non era presente alcun avvocato, un giudice ha ordinato la detenzione del cameraman per altri 14 giorni per dare alla polizia il tempo di proseguire con le indagini. 

In una dichiarazione del 28 dicembre, l’agenzia di stampa Reuters ha condannato fermamente la detenzione di Kumerra. L’arresto è arrivato a seguito del pestaggio di un fotografo, Tiksa Negeri, da parte di due agenti di polizia federale etiope, il 16 dicembre. “Kumerra fa parte di un team Reuters che riporta dall’Etiopia in modo equo, indipendente e imparziale. Il suo lavoro dimostra la sua professionalità e imparzialità, e non siamo a conoscenza di alcun fondamento per la sua detenzione”, ha riferito nella dichiarazione il redattore capo, Stephen J. Adler. “Ai giornalisti deve essere consentito di riportare le notizie nell’interesse pubblico senza timore di molestie o danni, ovunque si trovino. Non ci fermeremo finché Kumerra non sarà liberato”, ha aggiunto Adler.

Circa 10 agenti armati sono arrivati a casa di Kumerra ad Addis Abeba la sera del 24 dicembre e lo hanno portato via in manette davanti a sua moglie e ai suoi tre figli. La polizia ha anche confiscato il telefono dell’uomo, un computer, unità flash e alcuni documenti. L’arresto arriva a seguito delle forti pressioni esercitate dal governo sui giornalisti di alcuni organi di stampa internazionali che hanno coperto il conflitto nella regione settentrionale del Tigray, in Etiopia, dove le forze governative hanno combattuto contro l’ex partito al governo, il Fronte di Liberazione Popolare del Tigray (TPLF).

Kumerra ha seguito il conflitto del Tigray, ma Reuters non è stata in grado di determinare se il suo arresto fosse collegato al suo lavoro. Tuttavia, è importante sottolineare che l’Ethiopian Broadcasting Authority ha accusato l’agenzia stampa e altri media internazionali, il 23 novembre, di favorire un’informazione “falsa” e “sbilanciata” dei combattimenti nel Tigray. Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), con sede a New York, ha affermato che la detenzione di Kumerra è “l’ultimo esempio di come la libertà di stampa si sta rapidamente erodendo sotto il primo ministro Abiy Ahmed dopo una breve speranza verso il cambiamento”.

Quando il CPJ ha effettuato il censimento annuale dei giornalisti incarcerati, il primo dicembre, c’erano almeno 7 giornalisti in custodia in Etiopia, a causa del loro lavoro. Almeno 5 di questi arresti sono avvenuti dopo lo scoppio dei combattimenti nel Tigray il 4 novembre. In un tweet collegato al rapporto di Reuters sull’arresto di Kumerra, Tibor Nagy, diplomatico statunitense per l’Africa, ha dichiarato di essere “estremamente preoccupato per le continue notizie di intimidazioni nei confronti dei giornalisti in Etiopia”. “La libertà di stampa è fondamentale per qualsiasi società democratica”, ha dichiarato Nagy, assistente del Segretario di Stato degli USA per gli Affari Africani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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