Cina: prima economia al mondo nel 2028 grazie alla ripresa post-coronavirus

Pubblicato il 28 dicembre 2020 alle 6:45 in Asia Cina

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La Cina sorpasserà gli Stati Uniti e diventerà la prima economia mondiale nel 2028, anticipando di cinque anni le previsioni precedentemente elaborate, grazie ai diversi ritmi di ripresa dei due Paesi dalla crisi economica determinata dalla diffusione del coronavirus. Questo è quanto ha riferito il think thank londinese, Centre for Economics and Business Research (CEBR), il 26 dicembre. Il giorno dopo, il quotidiano cinese Global Times ha, però, affermato che tali stime servirebbero soltanto a danneggiare la Cina e non sarebbero attendibili.

Secondo il CEBR, la diffusione del coronavirus e la conseguente crisi economica avrebbero favorito Pechino nella lotta a livello economico e di soft power con Washington, in quanto, l’abile gestione della pandemia da parte della Cina, caratterizzata da misure di isolamento tempestive, unitamente ai danni subiti dalla crescita a lungo termine dell’Occidente avrebbero determinato un miglioramento della performance economica relativa della Cina.

Nello specifico, il CEBR ha stimato che l’economia cinese avrà una crescita del 5,7% di anno in anno nel quinquennio 2021-25, la quale rallenterà nei successivi cinque anni, 2026-2030, scendendo ad una media annua del 4,6%. Parallelamente, nonostante gli Stati Uniti avranno una forte ripresa post-pandemia, la loro crescita si attesterà all’1,9% l’anno tra il 2022 e il 2024 per poi proseguire all’1,6%.  Unitamente all’ascesa della Cina all’apice del podio, il Giappone continuerà ad attestarsi come la terza economia mondiale, almeno fino ai primi anni ’30 del Duemila, quando sarà sorpassato dall’India. A quel punto, con lo scalare di Tokyo al quarto posto, la Germania scenderà al quinto posto, al momento occupato dal Regno Unito ma che, sempre secondo il CEBR, scenderà al sesto a partire dal 2024. In generale, lo studio del CEBR ha rivelato che, in seguito alla pandemia di coronavirus, non si assisterà ad un rallentamento della crescita economica bensì ad un aumento dell’inflazione.

Il 27 dicembre, il Global Times ha fatto notare che la conclusione raggiunta nella relazione pubblicata dal CEBR sarebbe la stessa elaborata dal Japan Center for Economic Research nel mese di ottobre scorso e che già in passato previsioni simili avevano finito per non verificarsi. Per il quotidiano cinese, il report del CEBR servirebbe solamente a lanciare un allarme negli USA e in Occidente rispetto alla crescente ascesa della Cina e a incoraggiare le rispettive società ad agire in merito. Per la testata, prima o poi la Cina potrà sorpassare l’economia statunitense in base al trend attuale ma tanto che lo faccia o meno Pechino ha comunque già raggiunto la capacità di difendere la propria sicurezza nazionale, resistere alle pressioni statunitensi e portare avanti il proprio percorso di sviluppo.

Ciò che prevede Global Times è che in ogni caso Washington continuerà a cercare di limitare Pechino e il suo sviluppo in ogni modo a sua disposizione e, alla luce di tale quadro, il Paese non dovrebbe farsi beffare o illudere dalle previsioni occidentali in quanto vi sarebbero ancora molte sfide per raggiungere uno sviluppo economico di qualità. Per la testata è necessario che la Cina continui perseguire fermamente i propri obiettivi senza lasciarsi distrarre da simili stime.

Guardando ai dati rilasciati dall’ Ufficio nazionale di Statistica della Cina lo scorso 19 ottobre, nonostante la crisi determinata dal coronavirus, nei primi tre trimestri del 2020 la crescita economica del Paese ha invertito il proprio trend da negativo a positivo e ha registrato un aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Nello specifico, il PIL cinese, dopo aver registrato una perdita del 6,8% nel primo trimestre dell’anno rispetto al 2019, nei tre mesi successivi è tornato a crescere con un aumento del 3,2% del dato, che ha invertito il trend in diminuzione. Tale tendenza è stata poi confermata nel trimestre luglio-settembre, quando il PIL ha avuto un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo lo “World Economic Outlook Report” rilasciato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), poi, la Cina sarebbe già la prima economia al mondo e avrebbe superato gli Stati Uniti di 1/6, attestandosi a 24,2 trilioni, contro i 20,8 trilioni degli USA se nello stimare la grandezza economica dei Paesi si utilizzassero parametri definitiestremamente accurati” e che valutano la parità del potere d’acquisto, fornendo una stima di quanto ogni Paese possa acquistare con la propria moneta in base ai prezzi nazionali. Secondo altre stime, invece, gli USA restano ancora la prima economia al mondo poiché i parametri utilizzati per realizzare tale computo prendono in considerazione il cosiddetto Market Exchange Rate (MER), o tasso di cambio di mercato, in base al quale si calcola il PIL sulla base dell’economia statunitense. Ovvero, il metodo somma la quantità di beni e servizi prodotti da un Paese nella valuta locale per poi convertire tale cifra in dollari, secondo il tasso di cambio corrente. In base a tale metodo, nel 2020, la Cina avrebbe un PIL di 14,6 trilioni di dollari mentre quello degli USA ammonterebbe a 20,8 miliardi.

La crescita e l’espansione dell’economia cinese e del suo PIL hanno reso tale Paese il principale partner commerciale di molte nazioni a livello globale, sostituendo gli USA, gli hanno consentito di diventare un polo produttivo mondiale e di aumentare costantemente il budget destinato alla spesa militare, rendendo le proprie forze armate una potenza di bilanciamento in possibili conflitti regionali. Nel 2020, poi, la spesa cinese in ricerca e sviluppo supererà quella degli USA. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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