Attacco terroristico in Pakistan, almeno 7 vittime

Pubblicato il 28 dicembre 2020 alle 10:17 in Asia Pakistan

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L’Esercito pakistano ha reso noto, il 27 dicembre, che almeno 7 membri delle truppe paramilitari Frontier Corps sono stati uccisi in un attacco con armi da fuoco contro una postazione di controllo, avvenuto la notte precedente nella cittadina di Harnai, nella provincia Sud-occidentale del Balochistan, al confine con l’Iran e l’Afghanistan. Secondo una dichiarazione successiva di un alto funzionario della polizia, Shawli Tareen, le vittime sarebbero 8, di cui 6 paramilitari e 2 guardie private, e vi sarebbero almeno 6 feriti gravi.

Dalla dichiarazione rilasciata dall’Esercito pakistano è emerso che la morte degli uomini è avvenuta in seguito ad uno scontro con armi da fuoco. Secondo Tareen, i responsabili sarebbero scappati prima che arrivassero i soccorsi rifugiandosi nelle montagne della regione. Nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità dei fatti, ma nella provincia sono attivi gruppi separatisti di etnia baloch che da anni starebbero portando avanti insurrezioni nell’area dove sono però attivi anche gruppi di estremisti islamici e di talebani.

L’attacco contro le Frontier Corps è avvenuto ad un giorno di distanza dall’esplosione di una bomba nei pressi di un campo sportivo nel distretto di Panjgur, nel Balochistan Sud-occidentale, che ha causato la morte di 2 persone e ne ha ferite altre 6. Anche in tal caso l’attacco non è stato rivendicato.

Negli ultimi anni, i separatisti baloch sono stati, invece, responsabili di attacchi indirizzati ai progetti del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC), che passa per il Balochistan e che sarà realizzato da Pechino e Islamabad nell’ambito del grande progetto infrastrutturale e di finanziamenti delle Nuove Vie della Seta e nel quale il governo cinese intende investire circa 62 miliardi di dollari. Alla luce di tali attacchi, Islamabad ha impegnato molti uomini nella provincia per contrastare le violenze e, in generale, negli ultimi anni l’Esercito ha intensificato la lotta contro tutti i vari gruppi armati operativi nella regione.

In tale contesto, lo scorso, 24 novembre, le autorità di Islamabad avevano consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, un dossier in cui l’India è stata accusata di alimentare il terrorismo in Pakistan. Il governo pakistano ha sostenuto di essere in possesso di prove che confermerebbero il legame e il sostegno dell’India alle organizzazioni terroristiche pakistane che sarebbero state raccolte nel dossier contenente nomi di sospetti agenti di intelligence indiani, date di loro presunti incontri con i terroristi, registrazioni audio di intercettazioni telefoniche e documentazione di operazioni bancarie.

Come affermato dal ministro degli Esteri del Pakistan, Shah Mehmood Qureshi, il 14 novembre scorso, per Islamabad, Nuova Delhi starebbe “sponsorizzando il terrorismo” in Pakistan operando anche dall’Afghanistan, per organizzare attacchi entro i confini pakistani e prendendo di mira il partenariato economico del Paese con la Cina. Tra le organizzazioni terroristiche sostenute dall’India vi sarebbero Tehreek-e-Taliban Pakistan, noti come i talebani pakistani e attivi lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan, e i separatisti armati di etnia Baloch.

Nonostante le accuse tra Pakistan e India di tale tipo siano frequenti, il Pakistan ha deciso di formalizzare anche a livello internazionale la propria posizione. L’India, da parte sua, ha sempre negato tali insinuazioni e, al contrario, ha accusato Islamabad di sostenere e armare i militanti presenti nella porzione di Kashmir che ricade sotto l’autorità di Nuova Delhi.

Il nodo centrale delle tensioni tra India e Pakistan riguarda in realtà il Kashmir, una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte e dove Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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