Attentato nella Repubblica Centrafricana: uccisi tre caschi blu

Pubblicato il 26 dicembre 2020 alle 11:07 in Africa Repubblica Centrafricana

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“Combattenti armati” non identificati hanno ucciso tre caschi blu del Burundi nella Repubblica Centrafricana, hanno riferito il 26 dicembre le Nazioni Unite, poche ore dopo che una coalizione ribelle che combatte il governo ha annullato la tregua unilaterale e ha ribadito le richieste di sospensione delle elezioni generali prevista per domenica 27 dicembre.

Gli attacchi contro le forze di pace delle Nazioni Unite e le truppe della Repubblica centrafricana sono avvenuti a Dekoa, nella prefettura centrale di Kemo, e a Bakouma, nella prefettura meridionale di Mbomou, ha affermato l’ONU in una nota ufficiale.

“Tre militari delle forze di pace del Burundi sono stati uccisi e altri due sono rimasti feriti”, afferma il comunicato, senza fornire ulteriori dettagli.

Il segretario generale António Guterres ha condannato l’attentato e porto le condoglianze alle famiglie dei militari uccisi e al governo del Burundi.

Gli attacchi sono avvenuti mentre gli elettori della Repubblica centrafricana si preparano per le elezioni presidenziali e legislative, considerate un test fondamentale per la capacità del paese di recuperare stabilità dopo decenni di disordini politici e conflitti armati.

Il presidente Faustin-Archange Touadera, alla ricerca di un secondo mandato, è il favorito in una competizione elettorale cui partecipano 17 candidati.

Diversi gruppi di opposizione e una coalizione di gruppi armati di recente formazione, la Coalition des Patriotes pour le Changement (Coalizione di Patrioti per il Cambiamento, CPC), hanno chiesto un rinvio del voto dopo che la corte suprema della Repubblica ha respinto diverse candidature per le elezioni.

I candidati esclusi dalla contestazione includono l’ex presidente Francois Bozize, che è stato rimosso nel 2013 in seguito a una ribellione guidata dai combattenti Seleka.

La CPC, formato il 19 dicembre e composto da milizie che insieme controllano i due terzi del Paese, la scorsa settimana ha lanciato un’offensiva e ha minacciato di marciare sulla capitale Bangui.

Il governo ha definito la mossa un “colpo di stato”, accusando Bozize di aver alimentato la ribellione della CPC per interrompere le elezioni.

L’ex presidente, che è oggetto di sanzioni da parte delle Nazioni Unite, ha negato ogni accusa.

Il progresso dell’alleanza ribelle è stato bloccato con l’aiuto internazionale: Russia e Ruanda hanno inviato truppe per sostenere il governo di Touadera, mentre la missione Onu in Sud Sudan ha inviato giovedì 300 caschi blu nella Repubblica centrafricana per aiutare il Paese a “garantire le elezioni”.

Mercoledì La CPC ha annunciato una breve tregua unilaterale, ma venerdì 25 dicembre l’ha annullata, dicendo che il governo aveva “respinto con disinvoltura” questa “possibilità di pace”.

Poche ore dopo, la forza di pace MINUSCA delle Nazioni Unite ha riferito che i combattimenti sono ripresi a Bakouma, a circa 250 km a est di Bangui. Uomini armati avevano cercato di avanzare lungo le principali autostrade verso Bangui, ma sono stati fermati, secondo la MINUSCA, che ha più di 12.500 soldati schierati nel Paese.

Touadera, che ha condotto una campagna a Bangui affiancato da guardie russe, ruandesi e delle Nazioni Unite, ha esortato gli elettori a uscire e votare senza paura domenica. “Stanno cercando di venire a Bangui. Voi centrafricani dovete aprire gli occhi”, ha detto ai sostenitori durante la sua ultima manifestazione elettorale. “Aiutate le nostre forze armate, le forze di pace delle Nazioni Unite MINUSCA, quelle del Ruanda e della Russia. Ci stanno dando una mano. Non lasciate che quei combattenti armati entrino in città”.

Parlando ad Al Jazeera sabato 26 dicembre, la coordinatrice delle Nazioni Unite residente nel paese Denise Brown ha detto che la situazione a Bangui è calma. “La distribuzione delle schede elettorali è in corso e l’elettorato di questo paese che si è registrato per votare sta arrivando in gran numero per ritirare le proprie schede”, ha affermato la funzionaria ONU, aggiungendo: “La popolazione è determinata a votare domani. E siamo determinati, alle Nazioni Unite – con il sostegno della comunità internazionale – a garantire che il voto vada avanti “.

Diversi candidati dell’opposizione avevano interrotto la loro campagna da tempo, chiedendo un rinvio delle elezioni.

Jean Serge Bokassa, figlio dell’ex presidente (1966-76) ed autoproclamato imperatore (1976-79) del Paese Jean-Bedel Bokassa, nel frattempo si è ritirato dalla corsa, citando come ragioni “preoccupazioni per la sicurezza”. Il candidato all’opposizione ed ex primo ministro Anicet-Georges Dologuele – sostenuto da Bozize – è ora lo sfidante più forte di Touadera.

 

Human Rights Watch (HRW) mercoledì 23 dicembre aveva riferito che almeno cinque civili erano state uccise mentre le Nazioni Unite riportano che oltre 55.000 persone sono fuggite dalle loro case per paura di attacchi da parte dei gruppi armati

HRW, in una dichiarazione, ha accusato la CPC di creare scompiglio e ha affermato che i gruppi che compongono l’alleanza hanno commesso crimini di guerra negli ultimi cinque anni, “tra cui l’uccisione deliberata di civili, lo stupro di donne e ragazze e la deliberata distruzione di proprietà civili”.

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Italo Cosentino, interprete

 

di Redazione

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