USA: una possibile vendita di armi all’Arabia Saudita

Pubblicato il 25 dicembre 2020 alle 9:02 in Arabia Saudita USA e Canada

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L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe autorizzare una vendita di armi da quasi 500 milioni di dollari all’Arabia Saudita, entro il 20 gennaio. 

Citando due fonti anonime che hanno familiarità con la questione, Bloomberg ha riferito che il 22 dicembre, il Dipartimento di Stato ha comunicato al Congresso che stava procedendo al rilascio di una licenza per la vendita di munizioni aria-terra di precisione a Riyadh, per un valore stimato di 478 milioni di dollari. Il produttore di armi statunitense Raytheon Technologies Corp potrà essere autorizzato a vendere le armi direttamente ai sauditi quando riceverà la licenza.

A tale proposito, il Washington Post ha riferito che le armi sarebbero state prodotte nel Regno saudita, secondo i termini dell’accordo, che è in fase di negoziazione dall’inizio del 2019. L’intesa dovrebbe includere anche un sistema per le comunicazioni di sicurezza interne da 97 milioni di dollari, secondo il quotidiano statunitense. La notizia della proposta di vendita, ancora non confermata da fonti ufficiali, è arrivata a poche settimane dalla fine della presidenza Trump. 

Il leader repubblicano è stato un convinto sostenitore dell’Arabia Saudita, un alleato di lunga data degli Stati Uniti, e ha un rapporto stretto con il leader de facto del Paese, il principe ereditario Mohammed bin Salman. Le forti relazioni USA-Arabia Saudita sono state un pilastro della politica mediorientale dell’amministrazione. Trump ha anche protetto personalmente il principe ereditario dalle critiche relative alla scarsa tutela dei diritti umani dell’Arabia Saudita, che citano questioni che vanno dall’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi alla guerra in Yemen. 

A proposito della vendita di armamenti nel Golfo, il 9 dicembre, il Senato degli Stati Uniti ha provato a bloccare una vendita di armi da oltre 23 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti, nonostante le obiezioni bipartisan riguardanti l’inclusione di caccia F-35 e droni nella transazione. Alcuni senatori hanno sostenuto che la vendita di attrezzature per la difesa, che il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha formalmente autorizzato a seguito degli “Accordi di Abraham” per la normalizzazione delle relazioni tra EAU e Israele, firmati il 15 settembre.

Grazie a questa vendita, proposta dall’amministrazione del presidente Donald Trump, gli Emirati Arabi Uniti diventerebbero la prima nazione araba – e il secondo Paese in Medio Oriente, dopo Israele – a possedere i caccia da guerra invisibili statunitensi. Il fine dichiarato della Casa Bianca è quello di rafforzare il fronte anti-iraniano in Medio Oriente. Il Congresso ha immediatamente mostrato la volontà di fermare tale transazione. 

Tuttavia, il 9 dicembre, il Senato non è riuscito a raggiungere la maggioranza di 51 voti necessaria per l’approvazione di una risoluzione che bloccasse la transazione. Con 47 voti a favore e 49 contrari, la norma non è stata approvata. In ogni caso, la Casa Bianca avrebbe potuto bloccarla con il veto, se non fosse stata raggiunta una maggioranza dei due terzi. Il tentativo del Senato, insieme all’ampio sostegno bipartisan al disegno di legge annuale sulla Difesa, ostacolato dal presidente degli Stati Uniti poiché considerato “debole” e incompleto, mostra una netta divisione tra il ramo esecutivo e quello legislativo nelle ultime settimane della presidenza Trump. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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