USA-Marocco: verso un consolato nel Sahara Occidentale

Pubblicato il 25 dicembre 2020 alle 10:01 in Marocco USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno avviato il processo per la creazione di un consolato nel Sahara Occidentale, secondo quanto ha riferito il segretario di Stato, Mike Pompeo, il 23 dicembre.

In una breve dichiarazione, Pompeo ha affermato che stava lavorando all’inaugurazione di una “postazione di presenza virtuale” nel Sahara occidentale, che si occupi di promozione e sviluppo economico e sociale, da cui nascerà “presto un consolato pienamente funzionante”. Una postazione di presenza virtuale consente ai funzionari e al personale diplomatico degli Stati Uniti di condurre attività a distanza senza una presenza fisica in una città o regione designata. Il Dipartimento di Stato ha affermato che l’ufficio del Sahara occidentale sarà gestito dall’ambasciata statunitense di Rabat, la capitale marocchina.

La notizia arriva dopo che l’amministrazione Trump, il 10 dicembre, ha annunciato di aver riconosciuto la rivendicazione marocchina nei confronti del Sahara Occidentale come parte di un accordo mediato dagli Stati Uniti che ha visto il Paese africano e Israele accettare di stabilire relazioni diplomatiche formali. Il Marocco è il quarto Paese islamico ad aver firmato “un accordo di normalizzazione” con Israele, sotto la mediazione statunitense, dopo Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan.

Il primo volo commerciale diretto tra Israele e Marocco è già partito tra i due Paese e una delegazione israeliana è salita a bordo a Tel Aviv ed è atterrata a Rabat, il 22 dicembre. Jared Kushner, genero e consigliere senior di Trump, ha accompagnato la delegazione israeliana. In una dichiarazione, il re del Marocco Mohammed VI ha affermato che il riconoscimento da parte degli Stati Uniti della rivendicazione marocchina sul Sahara Occidentale è una “svolta storica”. Lo stesso sovrano ha descritto l’accordo di normalizzazione con Israele, che è stato criticato dai palestinesi, come un “promettente sviluppo per la pace nel Medio Oriente”.

Al contempo, il Re del Marocco ha ribadito la posizione del Marocco sulla questione palestinese, che si basa su una soluzione a due Stati, in grado di convivere fianco a fianco in pace e sicurezza. Inoltre, Rabat crede che i negoziati tra Israele e l’Autorità Palestinese costituiscano l’unica via perseguibile per giungere a una soluzione inclusiva e permanente. In tale quadro, il re Mohammed VI, in quanto presidente del Comitato di Gerusalemme, si è impegnato a preservare il carattere islamico della Città Santa.

Nel corso dell’incontro del 22 dicembre, i partecipanti israeliani e marocchini si sono detti disposti a cooperare in diversi settori, tra cui commercio, finanza e investimenti, innovazione e tecnologia, aviazione civile, visti e servizi consolari, turismo, risorse idriche, agricoltura e sicurezza alimentare, energia e trasporti. A tal proposito, sono stati firmati quattro accordi. Il primo prevede l’apertura di una linea aerea diretta tra Marocco e Israele, volta a potenziare le attività turistiche.

Il secondo include la creazione di visti di viaggio per i diplomatici di entrambi i Paesi, mentre, attraverso gli altri accordi, Rabat e Tel Aviv hanno concordato di creare partnership nel settore bancario e nella gestione delle risorse idriche. Secondo quanto affermato da un funzionario americano membro della delegazione, si prevede che la ripresa delle relazioni marocchino-israeliane consentirà “investimenti per miliardi di dollari”, in quanto il Marocco è considerato una porta verso l’Africa.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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