Ministro della Difesa italiano in visita in Kosovo

Pubblicato il 25 dicembre 2020 alle 12:01 in Balcani Italia

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Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si è recato in visita in Kosovo per passare la Vigilia di Natale insieme ai militari italiani. 

Accolto dall’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Nicola Orlando, e dal Generale di Divisione, Franco Federici, comandante della Missione NATO KFOR (Kosovo Force) che conta 3.500 militari di 27 nazioni. Il ministro, rivolgendosi a militari italiani, ha affermato “ci avviamo a concludere un periodo impegnativo per la Difesa e per il Paese, un anno drammatico per l’emergenza pandemica che ha visto il comparto militare lavorare a 360° per continuare a guadagnarsi sul campo, in Italia e all’estero, la fiducia che la comunità internazionale ci riconosce ogni giorno. A voi, che state servendo il Paese lontano dalle vostre famiglie, va il grazie di tutti gli italiani”. 

“Ogni Missione dove sono presenti i nostri militari porta con sé l’Italia ed è per questo che, oggi, non potevo mancare a questo incontro con voi, per rivolgervi il saluto e il ringraziamento delle istituzioni e di tutti gli italiani” così il Ministro della Difesa Guerini che, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli, ha voluto trascorrere la Vigilia di Natale con i militari italiani impegnati in Kosovo. Dopo l’incontro in videoconferenza, il 22 dicembre, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con i Teatri Operativi dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) per gli auguri natalizi, la visita del Ministro è stata l’occasione per far sentire la vicinanza del Governo e del Parlamento italiano a tutti i militari che operano fuori dai confini nazionali.

“La Difesa, in questo momento così delicato – ha dichiarato Guerini – sta dando prova di assoluta affidabilità, come dimostrano l’Operazione Strade Sicure e l’Operazione IGEA, a supporto del Servizio Sanitario Nazionale nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria”. Il ministro ha poi aggiunto che il 26 dicembre partirà l’operazione EOS per la distribuzione dei vaccini. “Le Forze Armate, grazie alla professionalità ancora più sviluppata in questi anni di impiego nelle missioni internazionali e lo spirito di servizio che da sempre le contraddistinguono, sono pronte a dare, con silenzio e concretezza, il loro contributo. L’Esercito, la Marina Militare, l’Aeronautica Militare, i Carabinieri sono al servizio del Paese e questa è la “missione Italia”, a favore di ogni nostro cittadino”, ha aggiunto Guerini.

Per quanto riguarda le missioni all’Estero, il Ministro ha ribadito che l’Italia, impegnata attualmente in 39 missioni, di cui 36 internazionali in 24 Paesi, manterrà un ruolo di primo piano nelle operazioni di risposta alle crisi, attraverso un equilibrato impiego di tutte le componenti dello strumento militare: “Il riassetto del quadro geopolitico in un momento di forte instabilità, la costante minaccia del terrorismo internazionale, l’insorgenza di possibili nuove crisi causate dalla pandemia, ci confermano l’importanza per la nostra sicurezza dell’impegno nelle nostre missioni internazionali”. Risulta quindi essenziale l’impegno nazionale per la stabilizzazione della regione del Mediterraneo Allargato, diventata baricentro gravitazionale di interessi strategico fortissimi per il nostro Paese e che comprende la Libia, la regione del Sahel e anche i Balcani Occidentali.

Al riguardo, nella mattina del 25 dicembre, il Ministro della Difesa Italiana ha avuto un incontro bilaterale con il Ministro della Difesa del Kosovo, Anton Quni, durante il quale Guerini ha manifestato la vicinanza del Governo ribadendo l’invariato impegno dell’Italia nei Balcani Occidentali “la stabilità della regione è strettamente correlata alla nostra sicurezza nazionale e agli obiettivi politici di inclusione e sviluppo che da sempre il nostro Paese sostiene”. E sulla K-FORCE ha riferito: “La Missione NATO dal 1999 rappresenta un pilastro fondamentale dell’architettura di sicurezza regionale che l’Italia ha contribuito a edificare” confermando poi l’immutato contributo delle Forze Armate italiane anche dopo la prevista l’assunzione, nel 2012, da parte ungherese della guida della missione e annunciando che “l’Italia si candiderà nuovamente ad assumere il comando già a partire dalla fine del 2022”.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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